Tosi sull’Autonomia: «Zaia succube di Salvini»

Secondo l'ex sindaco di Verona, il Presidente della Regione Veneto rimane l'ultimo avversario interno di Salvini e starebbe facendo buon viso a cattivo gioco in attesa delle prossime elezioni regionali.

Flavio-Tosi

Flavio Tosi, già Segretario della Liga Veneta e sindaco di Verona, commenta i nuovi scenari dopo le dichiarazioni del presidente della Camera Roberto Fico sull’inflessibilità dell’iter parlamentare: «Le parole di Fico significano solo una cosa – spiega Tosi – ovvero che nella migliore delle ipotesi quella che eventualmente si legifererà sarà una finta autonomia. Già è tutto da vedere se mai si arriverà a un’intesa e a un testo condiviso dal governo, un’ipotesi remota dato che a oggi – come ha ricordato il ministro Lezzi – si è divisi sia sui soldi che sulle competenze, quindi su tutto. Ma anche si arrivasse, poi quel testo sarebbe emendato (quindi indebolito) dal Parlamento, perché questo volevano dire le parole di Fico».

Tosi ricorda: «I fatti dicono che dopo un anno di governo e maggioranza, purtroppo la Lega non riesce a portare a casa l’autonomia del Veneto promessa. Ad oggi, ribadisco, non c’è uno straccio di intesa sui soldi e sulle competenze. La verità è che Salvini, come ho sempre detto perché lo conosco bene, in realtà non la vuole e – checché ne dica il poco audace Zaia – mai farà cadere il governo su questo».

L’ex sindaco spiega anche perché il leader leghista Salvini non vuole l’autonomia: «Perché prende i voti da quella parte del sud più clientelare (non certo quella virtuosa che vorrebbe camminare con le proprie gambe) e perché a tutto pensa tranne che a rafforzare il potere di Zaial’unico avversario interno rimastogli – dandogli soldi e deleghe (e quindi potere)».

«Zaia, che conosco e che non è fesso, questo lo ha capito da tempo ma fa l’incassatore, cioè buon viso a cattivo gioco, con il solo obiettivo di fare passare la buriana ed essere rieletto a maggio governatore. – conclude Flavio Tosi – Ora infatti è in difficoltà e isolato anche nel partito, è a fine mandato ed è succube di Salvini, che gli ha messo alle costole il ministro Fontana, che ha nominato commissario della Liga. Nel frattempo, a causa di questi giochi interni di potere, si sta tradendo la volontà di un popolo e di un referendum. Ma che volete che gli freghi a Salvini dei Veneti…».