Sono stati insultati dal titolare di un Bed & Breakfast nel quale avevano alloggiato, nell’est veronese, solo per aver chiesto la ricevuta. Anzi, questa è stata forse solo la scintilla che ha fatto esplodere l’ira di un uomo, che se l’è presa con l’iraniana Sanam Naderi e il suo collega gambiano, in soggiorno a Verona per partecipare all’evento “Ma che Estate” organizzato dai Missionari Comboniani nelle scorse settimane. L’attrice aveva portato in scena la sera prima proprio uno spettacolo su quella che definisce «una pericolosa onda d’odio che sta attraversando la nostra epoca». E neanche farlo apposta, ecco che a Verona si ritrova ad avere a che fare con un uomo che si accanisce su di lei e il suo collega solo per la provenienza, proferendo parole come “tornatevene in Africa perchè state sporcando questo paese”.

Mai era stata trattata così male, ci racconta in video chiamata da Bologna, dove vive e lavora come attrice ed insegnante di teatro dal 2004. Ma alla violenza Sanam preferisce rispondere con una denuncia.

L’episodio è stata portato alla luce da Progettomondo Mlal Verona.

 

La nota congiunta di CGIL, CISL e UIL

Come sindacati Confederali veronesi, nell’esprimere solidarietà e vicinanza, osserviamo con preoccupazione come la convivenza fra cittadini italiani e stranieri stia diventando più complessa a causa di una eccessiva paura gonfiata dai mezzi di comunicazione e da pessimi esempi di come si convive in una democrazia di un paese civile. Specialmente dalla politica che alimenta le paure e legittima comportamenti intolleranti verso i più poveri solo per aumentare il consenso elettorale. Senza responsabilità e deresponsabilizzando a sua
volta anche gli autori di questi gesti.
Ogni giorno noi viviamo invece esempi positivi nei luoghi di lavoro, dove la convivenza e l’integrazione di culture, lingue, religioni, avviene con rispetto e normalità. Anzi, spesso c’è comprensione verso i migranti perché le lavoratrici e i lavoratori italiani hanno a loro volta i figli all’estero per motivi di studio ma soprattutto per il lavoro di qualità che non trovano in Italia.
Come sindacati confederali lavoriamo continuamente per una cultura di solidarietà e di convivenza civile basata sui principi della nostra Costituzione che ha inteso porsi il problema di come le persone possano convivere tra di loro senza ledere gli uni i diritti degli altri. Non é più tempo di restare indifferenti. La società civile, il mondo della cultura, dell’associazionismo, dell’informazione, l’insieme delle istituzioni democratiche sono chiamate a impegnarsi nel contrasto a questa deriva. Condanniamo quindi ogni parola, azione o gesto che offenda l’altro in quanto diverso. In particolare a Verona medaglia d’oro per la Resistenza, dove troppi simboli nazisti e fascisti sono ancora presenti e sostengono varie forme di intolleranza che alla fine sfociano in violenza.
Diviene infine urgente l’attivazione di iniziative da parte della classe dirigente del nostro paese per affrontare seriamente il problema delle migrazioni che aumentano continuamente nel mondo. Occorre una promozione e una programmazione vera per la gestione della migrazione economica e per lavoro, a livello Europeo e con l’Italia protagonista. Un protagonismo di qualità e di serietà nella costruzione di politiche di accoglienza, e sostegno a chi si trova in situazione di fragilità e di disagio, con la revisione
delle norme e delle pratiche che ostacolano l’accesso al lavoro agli stranieri e ai disoccupati per regolamentare i flussi di arrivo sulla scorta delle necessità del nostro paese.
Restiamo umani. Sempre.