Taglio Parco della Lessinia, le voci della politica veronese

Il taglio del Parco della Lessinia continua a dividere i cittadini e la politica veronese. Tra chi si dice d'accordo spiccano le voci di Flavio ed Emanuele Tosi (Fare! con Tosi), mentre a difendere ogni singolo centimetro del territorio del parco spiccano i deputati veronesi Diego Zardini (Pd) e Francesca Businarolo (M5S)

Prosegue il dibattito sul ridimensionamento del Parco della Lessinia. Dopo la camminata di protesta di domenica scorsa, alla quale hanno partecipato migliaia di persone, sono intervenuti diversi esponenti politici. Tra questi Flavio ed Emanuele Tosi, che si sono detti favorevoli al taglio del Parco naturale «perchè richiesto dal territorio», e il sindaco di Sant’Anna d’Alfaedo e presidente del Parco naturale regionale della Lessinia, Raffaello Campostrini.

Flavio Tosi

«La ridefinizione dei confini del Parco della Lessinia è una reale e concreta esigenza avanzata dal territorio tramite i Sindaci che lo amministrano quotidianamente e con il voto pressoché unanime dei Consigli Comunali. – spiega Flavio Tosi – È una richiesta assolutamente legittima, fondata e soprattutto seria. Appunto per questo non meritava di essere trasformata dal Consigliere Valdegamberi in bandiera elettorale da sventolare in vista delle prossime elezioni regionali. Trasformando le “politiche per il territorio” in “politica per i voti” si rischia di bruciare una grande opportunità per il futuro della Lessinia e di generare l’inevitabile effetto boomerang».

«A far capire quanto si sia voluto strumentalizzare politicamente la questione, è la tempistica. – continua Emanuele Tosi – Valdegamberi ha avuto 15 anni di tempo, visto che siede in Consiglio Regionale dal 2005, ma si è ridotto a presentare la proposta di legge per il riconfinamento del Parco a pochi mesi dalle prossime elezioni regionali, trasformando così una grande opportunità per la Lessinia in una piccola battaglia da campagna elettorale, svilendola. Poteva occuparsene, con più serietà e sobrietà, ben prima, ma forse era troppo impegnato a candidarsi in Parlamento con Mario Monti o a difendere i russi anziché i coltivatori e gli allevatori della Lessinia».

Di altro avviso sono, invece, i deputati Diego Zardini (Pd) e Francesca Businarolo (M5S), i quali sostengono che il taglio sia un errore: «Dopo la grande manifestazione a favore del Parco della Lessinia, pare che il presidente della Regione stia valutando la proposta di tagliare il Parco – afferma Zardini – Si cancellerebbe un errore che ha prodotto cattiva pubblicità ma ha anche acceso i riflettori per un territorio ricco di risorse, potenzialità, imprenditori laboriosi e coraggiosi che necessità di scelte forti, attenzione vera e risorse per rilanciare uno sviluppo forte e sostenibile, di servizi adeguati ad una popolazione residente che vuole e deve poter avere un futuro».

Diego Zardini
Diego Zardini

La proposta del deputato veronese è di convocare «gli Stati Generali, un tavolo con tutte le istituzioni, la Regione e i consiglieri regionali, parlamentari e governo, sindaci e categorie economiche, associazioni e cittadini. Vero che, come tutti i grandi parchi, anche il Parco della Lessinia ha un territorio che in parte significativa è di proprietà privata, tuttavia i benefici ambientali sono ampi, tanto che al Parco dal 2007 al 2017 sono arrivati, senza contare i fondi comunitari, poco meno di 9 milioni di euro della fiscalità generale per ripagare i benefici ambientali e sollevare i residenti dal peso dei vincoli».

Francesca Businarolo

La deputata pentastellata ha invece chiesto un’interrogazione al ministro Costa: «Il parco naturale regionale della Lessinia è un sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale della comunità europea secondo quanto stabilito da una Decisione della Commissione Europea del 10 gennaio 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, che aggiorna l’elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina. – dice Businarolo – Per questa ragione ho chiesto con una interrogazione al ministero dell’Ambiente Sergio Costa di intraprendere azioni per impedire ogni tentativo di ridimensionamento del Parco, un ente istituito trent’anni fa e che oggi noi abbiamo il dovere di proteggere, una zona ricchissima di biodiversità che deve essere un vanto per il Veneto, non oggetto di riduzione, come vuole la proposta di legge dei consiglieri leghisti e della Lista Zaia Corsi, Valgamberi e Montagnoli».