Sì a via Almirante, scoppia la polemica

Benini critica lo stop a "via Gaber" e l'ok a "via Almirante" da parte della commissione toponomastica. Replica Polato: «Benini studi, tanto rumore per nulla».

IMAGO 2019 - Giorgio Almirante via almirante verona
Giorgio Almirante

Si torna a parlare della nuova via Almirante e riesplodono le polemiche a Verona. L’ok del consiglio comunale era arrivato a marzo, con una prima esplosione del dibattito politico attorno alla discussa figura di Giorgio Almirante. Il occasione del 25 aprile, sul tema era tornato l’ex presidente della Comunità Ebraica di Verona Bruno Carmi.

Il 5 novembre scorso la commissione toponomastica del Comune ha vagliato le proposte di 15 nuovi toponimi e intitolazioni di luoghi pubblici, fra cui quella relativa a Giorgio Almirante, approvata con un astenuto, 4 favorevoli e 2 contrari. Primo firmatario della mozione era il presidente del consiglio comunale Ciro Maschio, deputato di Fratelli d’Italia.

La commissione

La commissione toponomastica è composta dall’architetto Emanuele Bugli, dall’avvocato Alessandra Bontempo, dalla professoressa Lucia Cametti, dal dottor Giuseppe Galloro e dai professori Gian Paolo Marchi e Andrea Brugnoli. La seduta del 5 novembre era presieduta dall’assessore Daniele Polato.

«In tutte le votazioni, il presidente della Commissione Daniele Polato, assessore ai Servizi demografici, si è astenuto» spiega una nota di Palazzo Barbieri. «La Commissione toponomastica è consultiva e si è riunita a novembre per dare corso alle due mozioni di Consiglio: Ciro Maschio per l’intitolazione a Almirante e consigliere Benini a Gaber. Il compito della Commissione è di analizzare le proposte, approfondirne gli aspetti e di esprimere il parere tecnico. Spetta, poi, alla giunta decidere in merito all’intitolazione di nuovi toponomastici».

Gli altri nomi, e lo stop a Gaber

Erano 15 in totale i nomi al vaglio della commissione lo scorso 5 novembre. Ok a toponimi per Unione nazionale Cavalieri d’Italia (proposta dalla stessa associazione), 21 Madri Costituenti (proposta Anci), Monsignor Giuseppe Turrini, Renato Gozzi, Louis Braille (riallocazione), una targa per Giorgio Verità Poeta.

Bocciati Elvis Presley, Aldo Pinelli (per mancanza di legami con il territorio), Costantino Padovani, Ezra Pound (proposto dal consigliere Bacciga, ma accolta la creazione di un percorso culturale dedicato alla sua figura), Monsignor Luigi Bosio (attesa della conclusione del processo di beatificazione)

Proposti inoltre un testo per la targa agli Esuli Istriani e Dalmati e uno spostamento per Don Aldo Vilio.

Ad accendere le polemiche in particolare lo stop all’intitolazione di una via a Giorgio Gaber, respinta con la motivazione di scarso legame con il territorio veronese. Da questo parte la critica del consigliere comunale capogruppo Pd Federico Benini: «Peccato che, come in parte osservato anche dal commissario arch. Emanuele Bugli, commissario in quota alla maggioranza, il Regolamento Comunale per la Toponomastica non faccia alcuna discriminazione sotto questo aspetto».

Benini cita l’articolo 8 del regolamento: «I nuovi nomi da assegnare dovranno essere costituendo la dedica testimonianza dello sviluppo materiale e civile, legati a fatti, personaggi ed avvenimenti sociali, culturali e politici della storia cittadina, nazionale o internazionale».

«Altre città, come Mantova o Pistoia – aggiunge Benini – non si sono fatte problemi di questo genere. Alla Commissione era stato inoltre fornito l’elenco di tutti gli spettacoli teatrali che Gaber aveva fatto a Verona, predisposto direttamente dalla Fondazione Giorgio Gaber, che ringrazio».

«Fa inoltre specie – continua Benini – che tutte le eccezioni di territorialità siano cadute nel giro di pochi minuti, al momento di trattare la proposta di intitolazione ad Almirante. Vorrei anche sapere che tipo di “progresso materiale e civile” abbia promosso Almirante. Come ricordato durante la seduta di Commissione dal componente di nomina universitaria Prof. Andrea Brugnoli, Almirante “non ha mai rinnegato le scelte fatte con l’adesione al fascismo nemmeno dopo l’8 settembre”».

Benini ha anche lanciato una petizione per chiedere alla commissione di rivedere la decisione.

Non è solo il Pd a criticare la scelta. «Il sindaco Sboarina fa di tutto per non governare la città» dice Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia della Camera e deputata M5S. «In questa strategia della distrazione rientra anche la scandalosa scelta di intitolare una via della città a Giorgio Almirante, l’uomo che più di ogni altro ha rappresentato il fascismo nella Repubblica democratica. Verona non merita questa ferita e di subire le scelte di un sindaco che deve ‘pagare’ il sostegno dei gruppi estremisti di destra alla sua giunta».

Così il leader di Traguardi Verona Tommaso Ferrari: «Due giorni fa è uscito il bando per candidarsi come città italiana della cultura. In questi giorni, mi sarebbe piaciuto vedere l’amministrazione in prima linea per un progetto che guarda al futuro della nostra Verona. Invece il dibattito è schiacciato sul nome di una via. E la via ad Almirante mostra appieno il vuoto dell’attuale amministrazione veronese, incapace di allestire qualsiasi progetto ambizioso, va avanti singhiozzando con iniziative “identitarie” screditanti per la città. I veronesi che lavorano e vivono la città chiedono e pretendono una politica seria, credibile e competente che risolva i veri problemi della città e parli di futuro, non che si metta medagliette per vie o congressi».

La replica di Polato

«Persino sulla toponomastica, la sinistra e il consigliere Benini si dimostrano fuori dalla realtà, nei fatti e nei tempi – spiega l’assessore –. Suggerisco al consigliere, prima di scaldarsi, di studiare meglio e soprattutto di raccontare la verità. La sua proposta su Gaber è stata bocciata all’unanimità, cioè da tutti, anche dai commissari che si erano espressi negativamente su Almirante. Forse è questa bocciatura che gli fa perdere il sangue freddo».

«Il Comune di Verona non ha ancora intitolato nulla a nessuno perché ci deve essere il parere della Prefettura prima ancora della delibera di giunta. E comunque in provincia esiste già via Almirante, è a Pescantina. Ma l’aspetto veramente ridicolo è che il Democratico Benini, lo è per etichetta di partito ma non nella vita. Non rispetta infatti il parere liberamente espresso dalla Commissione, composta da rappresentanti della società civile e categorie. Allora chi è l’antidemocratico? Io che mi astengo da valutazioni politiche per lasciare libertà di studio e voto ai commissari o lui che strilla e non rispetta le decisioni?».

«È vergognoso che professionisti come i componenti della Toponomastica, che si adoperano gratuitamente con studi e approfondimenti, vengano messi in discussione da un neofita. E mi spiace anche che altri rappresentanti del Pd, probabilmente a loro insaputa, ci siano cascati, fuorviati dal consigliere che per l’ennesima volta ha gettato fango sulla città di Verona. Con Benini siamo sempre alle solite, è come il bambino a cui hanno levato il pallone. Ecco perché le sue parole fanno tanto rumore per nulla».

Anche il sindaco, a margine di un’intervista con il nostro direttore, ha spiegato che «non si tratta di provocazioni», riportando la proposta del consigliere Maschio nel contesto della normalità.