Scavi Scaligeri: gli obiettivi e gli interventi del comune
L’assessora alla Cultura Marta Ugolini è intervenuta ieri pomeriggio, in sala Scacchi della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti Palazzo della Ragione, all’incontro “Scavi Scaligeri tra passato, presente e nuove acquisizioni“. L’iniziativa è inserita tra gli eventi del Festival Grenze – Arsenali Fotografici, che l’Amministrazione ha sempre sostenuto in questi anni.
Per l’occasione ha illustrato gli interventi in corso d’opera per la riapertura e gli obiettivi dell’Amministrazione per la futura gestione.
«Gli Scavi Scaligeri – ha spiegato l’assessora Marta Ugolini – sono un luogo della cultura che ha vissuto un periodo splendido nel passato, spesso rievocato dai veronesi con nostalgia. Obiettivo dell’Amministrazione è quello di elaborare proposte progettuali finalizzate ad ampliare gli spazi museali a disposizione dei cittadini, anche mediante la riapertura di sedi attualmente non disponibili per il pubblico. In tale contesto si colloca il momento di riflessione di oggi, che non è scevro dalla consapevolezza delle difficoltà e al tempo stesso intende tracciare la linea, in una visione che accoglie il passato come parte della nostra identità culturale e al tempo stesso si mette alla ricerca di innovazioni per restare al passo con le nuove esigenze, sensibilità e tecnologie».
Interventi agli Scavi Scaligeri effettuati nel corso del 2024
I lavori, a carico del Comune di Verona, porteranno ad una nuova articolazione del percorso di visita ed esodo all’area archeologica, nonché all’adeguamento funzionale e impiantistico, per un valore di 2 milioni di euro.
Si è dovuto intervenire perché la parte che fungeva da biglietteria e bookshop è ora di proprietà della Fondazione Cariverona. L’ingresso quindi sarà in Cortile Mercato Vecchio sotto il porticato di fronte alla Scala della Ragione, quasi in continuità con la GAM.
Nell’ingresso verranno realizzate una control room e una zona da adibire a sala didattica, o incontri/conferenze. L’accesso al vano scale sarà dotato di ascensore, una novità assoluta per gli Scavi e che risolverà quindi anche il problema di accesso per disabili.
Verrà creata una nuova uscita di sicurezza verso piazza Dante lungo la strada romana, intervento che prevede la costruzione di una rampa. Inoltre installati nuovi serramenti in modo da superare la situazione di degrado che si è ultimamente creata per atti di vandalismo.
Si prevede l’inserimento di percorsi su passerella che elimineranno i dislivelli, favorendo così un unico percorso per tutti. Si è dovuto inoltre progettare il collegamento per l’energia elettrica e termica con le apparecchiature della Galleria d’Arte Moderna, in quanto erano stati eliminati i precedenti impianti situati nella parte divenuta proprietà della Fondazione. Si è provveduto inoltre a dotare lo spazio di un nuovo sistema di illuminazione più duttile e moderno rispetto al precedente.
È stato necessario poi progettare un sistema di allontanamento delle acque meteoriche che in più occasioni negli ultimi anni hanno allagato lo spazio, come nel 2018 e 2020 creando una vasca di prima raccolta delle acque. Prevista anche la ristrutturazione dei bagni e l’adeguamento del sistema anti intrusione e controllo con telecamere dell’area archeologica. I lavori a carico del Comune dovrebbero terminare nei primi mesi 2025.
Per la riapertura, oltre all’allestimento dell’area, si dovrà infine attendere il completo restauro e pulitura dei reperti archeologici, a cura della Soprintendenza. La previsione è di riaprire il luogo in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026.
Futura gestione degli Scavi Scaligeri
La riapertura avverrà all’insegna di un forte networking con istituzioni pubbliche e private. Sarà pubblicato un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse da parte di tutti i soggetti interessati, promuovendo la partecipazione di associazioni, fondazioni, gallerie operanti nell’ambito della fotografia d’arte e disponibili a dare il loro apporto in termini di proposte, progettualità e competenze professionali, il tutto in dialogo con l’istituendo ecosistema dell’arte contemporanea veronese.
L’altro pilastro sarà quello della programmazione dinamica tra passato e futuro, con cicli di mostre che alternano artisti di fama internazionale a fotografi e archivi locali legati a Verona, per valorizzare sia il talento globale che il patrimonio visivo della città.
Infine, terzo pilastro, l’attività espositiva non potrà essere l’unica, si prevedono infatti workshop e attività di formazione, che così bene hanno funzionato in tutti questi anni di chiusura del centro espositivo. Si intendono promuovere anche eventi collaterali, come conferenze, dibattiti e residenze artistiche per ampliare la riflessione sulla fotografia come linguaggio culturale.
Nascita del Centro Internazionale di Fotografia del Comune di Verona
Il Centro Internazionale di Fotografia agli Scavi Scaligeri nasce nel settembre del 1996 con una mostra in collaborazione con l’International Center of Photography di New York dedicata ai fotogiornalisti Peter e David Turnely.
Fortemente voluto dall’assessore alla Cultura dell’epoca Giovanni Luca Darbi, grandissimo appassionato ed esperto di fotografia che aveva già realizzato diverse importanti mostre in città negli anni precedenti alla casa di Giulietta con la sua associazione la World Action Projet. Da quel momento l’attività espositiva si svolse per 19 anni (fino al 2015) senza interruzione con una media di circa 4 mostre l’anno alla quale si affiancò ben presto l’attività didattica.
Cosa è successo dopo la chiusura nel 2015
Nel 2015 i Palazzi Scaligeri, tranne la parte degli Scavi che essendo sito archeologico non può essere alienata, furono venduti dal Comune di Verona a Fondazione Cariverona e il Centro fu chiuso. La chiusura sollevò un notevole movimento di protesta da parte della cittadinanza, che per quasi vent’anni era rimasta molto legata all’attività del centro.
La lunga chiusura fu dovuta alle difficoltà di far coesistere con il restauro dei palazzi la contemporanea apertura della sede, sia per motivi di sicurezza e di logistica sia anche perché era necessario procedere alla sostituzione di tutti gli impianti tecnici, precedentemente in comune con i Palazzi, e anche un cambio interno sul percorso di visita e sulle entrate e uscite. L’accordo con la Soprintendenza, dopo un lungo lavoro degli uffici, è stato sottoscritto nel 2021.
Dopo il lungo iter per l’espletamento di tutte le gare di affidamento dei lavori, più volte riviste a seguito dell’aumento dei costi dei materiali, i lavori sono iniziati nel gennaio di quest’anno, e da pochissimo i lavori sono ripresi a seguito di un altro rifinanziamento resosi necessario sempre per l’aumento dei costi dei materiali.
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