Sardine, opinioni diverse tra Zavarise e Bisinella

L'assessore del Comune di Verona definisce l'iniziativa popolare di queste settimane "un'ennesima moda per ovviare alle difficoltà della sinistra". Per il consigliere di Fare! Verona, il movimento delle sardine è un valore aggiunto anche per la nostra città.

L'assessore comunale Nicolò Zavarise e il consigliere Patrizia Bisinella

Posizioni diametralmente opposte quelle dell’assessore comunale al commercio di Verona Nicolò Zavarise e il consigliere di Fare! Verona Patrizia Bisinella sul caso sardine. Per Zavarise si tratta di una nuova ed ennesima moda che qualche influencer ha lanciato per ovviare alle difficoltà della sinistra.

«È un ciclo che accade regolarmente ormai in concomitanza di particolari eventi o situazioni, come è stato con Carola Rackete quando bisognava andare contro le politiche dell’immigrazione di Salvini, con Greta Thunberg quando si voleva catturare l’attenzione sulla questione climatica e ora con le Sardine in vista della palese difficoltà della sinistra all’alba delle elezioni regionali in Emilia Romagna, nascono dal nulla degli eroi o delle eroine per veicolare un messaggio dettagliatamente costruito, celato dietro la maschera della spontaneità che fa diventare “di moda” di essere a favore o contro qualcuno o qualcosa. Ma di spontaneo non c’è praticamente nulla. – afferma Zavarise, che aggiunge – Basta chiederlo alle persone che sono scese in piazza Isolo giovedì sera. Quali messaggi, quali contenuti? Buonismo, Antifascismo, pace nel mondo. Sembrano le solite note stonate di chi strumentalizza un valore che nessuno ha mai messo in dubbio per attaccare qualcuno che sta semplicemente raccogliendo il consenso elettorale della maggioranza del Paese».

Lorenzo Fontana e Nicolò Zavarise
Nicolò Zavarise in in convegno assieme all’ex ministro Lorenzo Fontana

«E come fa un movimento che è nato esclusivamente contro qualcuno (in questo caso Matteo Salvini) a professare pace e amore? Qualche controsenso evidentemente c’è. – conclude l’assessore al commercio – L’idea di una Verona Nera e Fascista è l’ennesima strumentalizzazione politica di chi probabilmente ha poco o niente da dire. Si chieda ai milioni di turisti che visitano ogni anno la nostra città che cosa pensano dell’ospitalità e dell’accoglienza di Verona; si chieda ai molti cittadini di etnia non italiana, perfettamente integrati, che lavorano e vivono a Verona, se sono mai stati insultati o cacciati di qualcuno. Verona ha un patrimonio storico, artistico e culturale millenario e questo va rispettato e tutelato, da chiunque. Chi infanga Verona infanga prima di tutto l’orgoglio dei cittadini veronesi».

Di parere completamente opposto il consigliere comunale Patrizia Bisinella del gruppo “Fare! Verona”: «Ritengo sia un valore aggiunto per la città di Verona che così tante persone decidano di scendere in piazza per manifestare il loro pensiero, questa è una dimostrazione di libertà e democrazia» .

«Scorrendo le storie su instagram ho potuto vedere che a manifestare – continua Bisinella – c’era anche un signore in carrozzina con una sardina in mano. Mi è piaciuto vedere che una ragazza di poco più di vent’anni si sia fatta un selfie con quel signore».

L’ex onorevole Bisinella condivide l’idea che sta alla base del movimento che si sostanzia nella volontà di osteggiare il populismo sfrenato e la demagogia fine a se stessa. Quindi più serietà e concretezza da parte delle istituzioni ad ogni latitudine. «La mia speranza – conclude Bisinella – è quella che questo movimento possa rimanere civico, libero e svincolato da logiche di partito. Solo in questo modo alcuni giovani potranno invogliare altri giovani a partecipazione ad iniziative sociali e politiche».

Patrizia Bisinella, Fare! Verona

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