“Romeo e Giulietta”, presidio di Circolo Pink contro Polunin

Il Circolo Pink di Verona ha annunciato una manifestazione di boicottaggio verso lo spettacolo Romeo e Giulietta che si terrà il prossimo 26 agosto in Arena e che vedrà come protagonista il discusso ballerino Sergei Polunin.

A due settimane esatte dallo spettacolo “Romeo e Giulietta”, che vedrà esibirsi sul palco dell’Arena il talentuoso ballerino Sergei Polunin, si rianimano le polemiche sollevate dal Circolo Pink, che aveva accusato qualche mese fa Polunin di essere sessista e omofobo. Ora l’associazione annuncia un’operazione di boicottaggio, con tanto di manifestazione in piazza Bra il giorno stesso dello spettacolo.

«Manifesti ad ogni fermata di autobus, pubblicità sugli stessi, cartelloni in piazza Bra e non solo, pagine pubblicate sul magazine delle Ferrovie, RTL come radio patner, articoli sui giornali e ancora cospicui sconti sui biglietti, con prezzi dimezzati su Groupon o shop.today.it. Gli organizzatori non hanno risparmiato nulla per pubblicizzare lo spettacolo del ballerino sessista e omofobo Sergei Polunin in Arena, in programma lunedì 26 agosto» si legge nel comunicato inviato da Circolo Pink.

«Sembrano dimenticare solo una cosa: il movimento di dissenso che è scaturito da questo evento. Per l’occasione è stata lanciata una campagna di boicottaggio e una manifestazione che si terrà in piazza Bra il 26 agosto stesso, ma nulla di questo è apparso sulle pagine dei giornali locali. – continua la nota stampa – Soltanto durante un’ampia intervista su L’Arena è stato chiesto al sindaco di Verona un’opinione sulle proteste. Ma alla domanda Sboarina ha risposto con delle infelicissime e gravissime affermazioni, provando a spostare l’attenzione da questi fatti, insinuando delle false implicazioni del Circolo Pink nei fatti di Bibbiano, affermazioni che sono già al vaglio dei nostri legali. A queste abbiamo dato una risposta pubblica, ma non risulta nessun riferimento sulle pagine dei giornali cartacei e on-line veronesi e lo stesso giornale L’Arena non ha approfondito l’argomento durante l’intervista».

Il Circolo insinua che dietro il silenzio si celi una situazione di difficoltà: «L’impressione è che non siano stati venduti così tanti biglietti, e allora via con gli sconti, i super sconti e la pubblicità massiccia, perché certo non possono permettersi un mezzo fiasco o un’Arena riempita solo a metà se vogliono replicare negli anni a venire il format, come affermato da Gianmarco Mazzi, amministratore di Arena di Verona srl» spiega Circolo Pink.

L’associazione lancia quindi un’accusa: «Tre anni fa, i lavoratori della Fondazione Arena fecero un presidio sotto la sede del giornale L’Arena, contro la parzialità dell’informazione giornalistica. Oggi, come ieri, gli interessi in gioco sono troppi: un format nuovo con cui accelerare finalmente la privatizzazione della Fondazione Arena e uno spettacolo coi riflettori puntati a livello internazionale. E allora bisogna tacere, nascondere le proteste di chi crede che la Fondazione Arena debba tornare ad avere un corpo di ballo stabile, e che debba rimanere patrimonio pubblico; nascondere le proteste di chi non accetta che la nostra città continui a glorificare omofobi e sessisti, in sfregio a migliaia di cittadini e cittadine veronesi. – conclude la nota – Il 26 noi non staremo zitti, saremo in piazza a gridare le nostre ragioni».

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