Ricorso TAR per Pua via Mameli, parla il Gruppo Industrie Edili

Arriva la smentita da parte di Industrie Edili Spa sulla notizia riguardo l'accoglienza della richiesta di sospensiva contenuta nel ricorso del Comitato A.S.M.A., per l’annullamento del permesso di costruire nell'area Ex Bam. La società: «La notizia è falsa».

Il TAR ha « rilevato unicamente l’esigenza di un’integrazione documentale per una parte minoritaria di essi, integrazione che dovrà avvenire entro il citato termine del 22 ottobre». È quanto tiene a precisare il Gruppo Industrie Edili Spa che, in una nota stampa firmata dallo studio legale Rizzieri, smentisce categoricamente la notizia diffusa la settimana scorsa dal Comitato A.S.M.A. riguardo l’accoglienza del ricorso da parte del tribunale per la sospensione del permesso di costruire nell’area Ex Bam.

«La notizia è falsa. Con l’ordinanza cautelare n. 29 del 17 gennaio 2020, il TAR Veneto ha infatti ritenuto che il pregiudizio lamentato dai ricorrenti possa essere soddisfatto con la sola fissazione dell’udienza di merito (fissazione avvenuta per il prossimo 22 ottobre). – si legge nella nota stampa – L’articolata presa di posizione del TAR Veneto, seppure nei limiti della sede cautelare, ha evidenziato l’infondatezza e l’inammissibilità della gran parte dei motivi fatti valere dal Comitato A.S.M.A., rilevando unicamente l’esigenza di un’integrazione documentale per una parte minoritaria di essi, integrazione che dovrà avvenire entro il citato termine del 22 ottobre, ma senza che vi sia stato alcun riconoscimento del loro fondamento».

«Quanto sopra in applicazione del comma 10 dell’art. 55 del codice del processo amministrativo, espressamente posto a base dell’ordinanza, che prevede la possibilità di valorizzare le esigenze del ricorrente espresse in sede cautelare con la sola sollecita definizione del giudizio del merito, fissando con ordinanza collegiale la data della discussione del ricorso nel merito. – conclude la nota – In tale ipotesi la tutela cautelare non comporta affatto la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato. La lettura dell’ordinanza non consente alcun margine di incertezza e ogni diversa interpretazione è infondata e strumentale».