Revocati i licenziamenti dei dipendenti dei Musei Civici. Cgil: «Sistema disumano»

Redazione

| 03/05/2025
La cooperativa Macchine Celibi fa dietrofront sui licenziamenti, che erano stati comunicati solo pochi giorni fa ai dipendenti dei Musei Civici di Verona. Filcams Cgil annuncia che lo stato di agitazione rimarrà aperto fino alla risoluzione della vertenza.

Così improvvisamente come sono stati dichiarati, altrettanto rapidamente sono stati revocati. Sono la sessantina di licenziamenti di Macchine Celibi, cooperativa titolare di un appalto dei servizi museali del Comune di Verona. «Improvvisi, inconsulti, assolutamente ingiustificati, hanno avuto l’effetto di tenere in apprensione decine di famiglie per tre giorni a cavallo del 1° maggio, festa dei lavoratori» spiega Filcams Cgil Verona.

La revoca, comunicata a lavoratrici e lavoratori nella serata di ieri, venerdì 2 maggio, è stata motivata dal fatto che il Comune di Verona avrebbe predisposto una proroga. «Ne prendiamo atto, ma se davvero fosse così, un confronto preventivo nell’ambito di quelle che dovrebbero essere normali relazioni sindacali, che come Filcams Cgil abbiamo sollecitato anche la settimana scorsa, avrebbe potuto risparmiare grandi patemi ai lavoratori e alle loro famiglie – spiegano i sindacati -. Si evidenzia ancora una volta il lato disumano del sistema degli appalti che lascia appese persone e famiglie agli umori delle imprese e alle incomprensioni tra queste e la pubblica amministrazione».

«Come Filcams Cgil chiediamo che si arrivi rapidamente alla formulazione del nuovo bando, completo degli elementi necessari ad assicurare il corretto riconoscimento e la valorizzazione della professionalità e dell’esperienza maturata da lavoratrici e lavoratori – conclude Cgil -. Per questo motivo lo stato di agitazione rimarrà aperto fino a positiva risoluzione della vertenza. Nella riunione di lunedì in Comune ci aspettiamo di sentire progressi da tutte le parti coinvolte».

La replica della Cooperativa Le Macchine Celibi

«L’appalto di custodia dei Musei Civici di Verona da parte della cooperativa Le Macchine Celibi ha avuto inizio il primo luglio 2020 e si è concluso il 30 giugno 2024 – spiega la Cooperativa in una nota stampa -. Da allora si va avanti con proroghe di 4 mesi in 4 mesi nell’attesa di una nuova gara non ancora uscita. Già allo scadere della precedente proroga la cooperativa aveva informato l’Amministrazione Comunale della necessità, ai sensi di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato, di dare ai lavoratori comunicazione della fine appalto con il preavviso previsto. Questo è un atto dovuto in assenza di ulteriori proroghe da parte del Comune».

«La più recente di queste proroghe va a scadere il 31 maggio. In data 5 marzo la coordinatrice della cooperativa ha avuto incontri con i referenti del Comune ma non è stata fornita alcuna informazione. A questi sono seguiti i colloqui e le email inviate in data 18 marzo, 1 aprile, 14 aprile, 28 aprile. In data 30 aprile ancora nessun aggiornamento circa la nuova gara o una nuova proroga. Come abbiamo già detto a questo punto dare il preavviso, nei termini previsti dal contratto, è un atto dovuto dalla cooperativa. Nella giornata del 2 maggio il presidente della cooperativa chiede al Comune di inviare almeno una mail in cui si scriva che si sta predisponendo in tempi rapidi la nuova proroga. Ricevuta questa mail – che lo ribadiamo non è la proroga ma la comunicazione che la si sta predisponendo – il presidente della cooperativa decide di ritirare i preavvisi di  licenziamento. Ognuno si prenda le sue responsabilità.  Ricordiamo inoltre che la proroga dovrà tener conto dell’aumento del CCNL Multiservizi che andrà a  decorrere dal 1 di luglio 2025». 

«Per intanto da un anno la nuova gara basata sul CCNL Federculture non è ancora stata bandita.  Ricordiamo che Le Macchine Celibi è la sola impresa in Italia ad applicare il contratto  Federculture in un importante appalto di Musei di città capoluogo di provincia del Nord Est. Ricordiamo anche che prima dell’ingresso di Le Macchine Celibi come gestore dei servizi di custodia dei  Musei Civici dal 1° di luglio del 2020, l’appalto veniva gestito – nell’indifferenza generale – con un centinaio di  persone precarie che venivano fatte turnare in ritenuta d’acconto, senza malattia, senza ferie, senza maternità. In una parola senza diritti. Le Macchine Celibi dal 1° luglio del 2020 ha assunto nell’appalto 55 addetti a tempo indeterminato con regolare contratto di lavoro firmato da CGIL, CISL e UIL e qualifica di operatore museale portando finalmente nell’appalto dignità e diritti del lavoro».

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