Qualità della vita: Verona settima

Pubblicato oggi da Il Sole 24 ore il rapporto 2019 sulla qualità della vita in Italia. Verona risale al 7° posto dal 13° del 2018. È il miglior risultato dal 1997, il secondo di sempre.

Uno scenario positivo per Verona e per il Veneto quello tracciato dal rapporto 2019 sulla qualità della vita in Italia, pubblicato oggi da Il Sole 24 ore. Con un balzo di ben sei posizioni rispetto all’anno scorso, Verona si aggiudica il settimo posto nella classifica generale, davanti a tutti gli altri capoluogo del Veneto (8° posto Treviso, 9° per Venezia, 11° posto per Vicenza e più distanziata Padova al 23°).

Dal 2017 è un una continua crescita: nel 2018 era Verona occupava il 13° posto in classifica, nel 2017 era al 25° per qualità della vita.

Una città stabile e forte sotto il profilo lavorativo e in termini di ricchezza e di consumi. 11° posto per i depositi bancari pro capite, con una media di 30.671,7 euro, 29° posto per il reddito medio complessivo per contribuente, con 22.051,4 euro annui. Al 25° posto come numero di start up innovative sul territorio: sono in media 7,7 ogni mille società di capitale.

Buoni risultati sotto il profilo demografico e sociale: 10° posto per tasso di natalità e 14° come tasso di mortalità, 28° posto per spesa sociale verso minori, disabili e anziani. Buono anche il numero medio di anni di studio della popolazione (15° posto).

Verona si conferma al primo posto in quanto a spettacoli, con una spesa pro capite al botteghino di 43,7 euro all’anno ma carente in sale cinematografiche (96° posto) e librerie (89° posto).

La posizione più bassa si registra guardando all’ambiente e ai servizi: critica la capacità di depurazione dell’acqua (89° posto), la qualità dell’aria con una concentrazione media di 31,0 microgrammi di PM10 per metro cubo (83° posto) e per numero di medici attivi, solo 0,8 per ogni 1000 abitanti (88° posto). Buono, invece, il 12° posto per i passeggeri del trasporto pubblico.

«Verona sempre più competitiva, attraente e accogliente, grazie al lavoro di tutti, dagli amministratori alle categorie al singolo cittadino – commenta il sindaco Federico Sboarina – . Un dato che non ci deve sorprendere perché fotografa l’impegno di amministratori e di tutti i veronesi che contribuiscono alla crescita della loro città. Da subito ho cercato di stringere sinergie e collaborazioni con gli altri territoriali e le categorie. Un lavoro fatto a livello pubblico e un riconoscimento alla capacità e laboriosità della comunità, che vanta non poche eccellenze. Questo il lavoro che ci ha permesso di risalire la classifica raggiungendo la top ten, la seconda volta dopo il 1997. Con una crescita esponenziale negli ultimi tre anni, che ci impone di lavorare nella strada che è stata tracciata, per migliorare l’anno prossimo e in quelli futuri».

Giunti nel corso della giornata anche i commenti di Manuel Scalzotto, presidente della Provincia, e Luca Zaia, presidente della Regione.

«Colgo con piacere questo rilevante risultato frutto del lavoro dell’intero territorio veronese – dichiara Scalzotto –. Se escludessimo dalla classifica le Regioni a statuto speciale, Verona sarebbe addirittura medaglia di bronzo, sul podio con Milano e Monza-Brianza, e il Veneto, come media dei risultati delle sue province, al primo. Sono numeri che gratificano e certificano l’impegno, sia del pubblico che del privato, a ricercare una collaborazione quotidiana ed efficace tra istituzioni, cittadini, associazioni e imprese. Gli indicatori della ricerca sono, inoltre, preziosi poiché evidenziano gli aspetti dove potremmo avere ulteriori margini di miglioramento».

«Per tutti noi, per i sindaci e gli amministratori veneti, il rapporto 2019 è una conferma incoraggiante. Ma non si tratta certo di un punto di arrivo – ha commentato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – ma motivo di ulteriore stimolo per non sedersi sugli allori e impegnarsi al massimo per migliorare ancora».