«Fermi tutti». Questo lo slogan scelto dall’azienda veronese ISAP Packaging di Lungadige Attiraglio che oggi ha voluto protestare, incrociando le braccia, contro l’ipotesi paventata dal Governo di introdurre una tassa sulla plastica.

«La plastic tax rischia di affossare ulteriormente la competitività di un settore di eccellenza che sta già intraprendendo una transizione verso soluzioni più sostenibili. Dobbiamo evitare il ripetersi di provvedimenti inappropriati che fanno male al Paese – afferma Bruno Spozio, direttore generale di Isap Packaging -Già oggi, infatti il 15% della plastica utilizzata proviene da economia circolare, con un trend in continua crescita, anche sulla spinta delle dinamiche di mercato».

«Basti pensare che la domanda di polimeri riciclati è salita nel 2018 del 3,1%, a fronte di una discesa dei consumi di materie plastiche vergini. – prosegue Spozio – Con 3.000 aziende operanti in Italia e 50.000 dipendenti diretti l’industria produttrice di imballaggi plastici realizza un fatturato di oltre 12 miliardi di euro. È una tassa senza nessuno scopo ambientale, serve solo a fare “cassa” e provocherà solo danni all’ambiente, all’innovazione, all’industria e ai lavoratori».

Ad incrociare le braccia oggi, quindi, dipendenti, ma anche il board che per le ragione che ha esposto il direttore generale, preoccupano tutta l’azienda e un intero settore.

La Isap Packaging produce stoviglie monouso e packaging per alimenti. Conta 287 dipendenti distribuiti fra le sedi di Verona e Catania e registra 88 milioni di euro di ricavi consolidati con 16 milioni di euro in investimenti negli ultimi 5 anni. Ha 1700 clienti in 38 nazioni, 24.000 mq di superfici produttive, due specialisti in sostenibilità e Life Cycle nell’organico aziendale Isap e dal 2016 redige il report di sostenibilità.