Montorio, Superbeton: diffide non rispettate, revocata l’autorizzazione
Il provvedimento del dirigente del settore Ambiente della Provincia di Verona è stato emesso venerdì in seguito alla “reiterata inosservanza delle diffide impartite alla ditta”.
Era stata la stessa Superbeton a presentare alla Provincia una proposta di modifiche all’impianto per risolvere le frequenti problematiche legate ai rumori e agli odori segnalate dai cittadini e attestate dal Comune di Verona e dall’Arpav. Il settore Ambiente aveva preso atto della proposta di tali modifiche con la determinazione 3236 dell’agosto 2017. In seguito la Provincia aveva più volte diffidato Superbeton a osservare i diversi obblighi autorizzativi e a realizzare le migliorie suggerite dall’impresa stessa. A fronte di risposte ritenute non soddisfacenti, a ottobre 2019 la Provincia aveva invitato il Comune di Verona, per quanto di competenza, a “effettuare un sopralluogo mirato alla verifica dell’effettivo stato dei luoghi” per assodare “se quanto realizzato dalla ditta per la risoluzione delle molestie (rumori e odori, n.d.r.) segnalate anche dal Comune, corrispondesse alle opere” proposte nel 2017 e “che hanno ottenuto il titolo edilizio comunale”.
Il 23 gennaio la risposta della direzione Edilizia del Comune scaligero che, alla luce anche delle difformità rilevate nel sopralluogo, comunicava l’opportunità di valutare “quanto stabilito dall’art. 208 comma 13 D.Lgs 152/06”, ovvero la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto di trattamento rifiuti, per “mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con le diffide e per reiterate violazioni che determinano situazioni di pericolo per la salute pubblica”. Revoca disposta con il provvedimento inviato oggi alla Superbeton. Tra le motivazioni riportate dal dirigente provinciale, il fatto che “per l’esecuzione dei necessari lavori individuati anche dal Comune di Verona e dall’Arpav per la soluzione delle problematiche ambientali (rumore e odori) che da anni perdurano, la ditta ha manifestato contraddittorietà nelle comunicazioni, dichiarandone talvolta la conclusione e talvolta la necessità di ulteriore tempo per la conclusione degli stessi, senza mai produrre, come espressamente richiesto, una puntuale dichiarazione attestante inequivocabilmente quanto realizzato in riferimento a ciascuna opera approvata con la determinazione 3236 del 2017”.
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