Modulo per esame radiologico discriminatorio, arrivano le scuse dell’Ulss 9

Modulo rimosso e scuse dai vertici dell'azienda veronese. È terminata così (o almeno sembra) la polemica scoppiata a seguito della pubblicazione, sul sito dell'Ulss 9 Scaligera, di un modulo per un esame radiologico che indicava il valore di radiazioni equivalente a quelle che si potrebbero assorbire vivendo a Napoli per un mese. A sollevare il polverone, il consigliere regionale della Campania, Francesco Emilio Borrelli e il conduttore radiofonico Gianni Simioli che avevano parlato di «discriminazione bella e buona».

modulo ulss 9

«Un fraintendimento alla base delle polemiche». Così si giustifica, in una nota stampa l’Ulss 9 Scaligera che, da ieri, è sotto il fuoco incrociato dei media e, soprattutto, dei cittadini campani a causa di un modulo per il consenso all’esecuzione dell’esame radiologico “TC Cone Beam”.

Il documento, presente sul sito web e poi rimosso dopo la bufera, era stato segnalato da diverse persone al conduttore radiofonico Gianni Simioli e al consigliere della Regione Campania Francesco Emilio Borrelli, per il contenuto ritenuto discriminatorio. Nel paragrafo dedicato alle controindicazioni dell’esame, infatti, si legge che, per comprendere il valore delle radiazioni esso «equivale alla dose assorbita per radiazioni ambientali vivendo un mese a Napoli (il capoluogo con la massima dose ambientale annua in Italia)».

«Sembra uno scherzo e invece è drammaticamente vero. – si legge sulla pagina Facebook di Borrelli, in un comunicato congiunto con Gianni Simioli – La nostra città viene utilizzata da un ente pubblico come metro di paragone per valutare gli effetti negativi dell’esposizione alle radiazioni. Una discriminazione bella e buona che non trova alcuna ratio se non quella della scarsa sensibilità e intelligenza di chi ha elaborato il testo. Ci auguriamo che la modulistica in questione venga immediatamente modificata. Si potrebbe fare ironia ricorrendo alla citazione “vedi Napoli e poi muori” se non fosse che questo testo getta discredito sull’immagine di una città come la nostra che, al di là di quanto si pensi nell’Asl veronese, anche quest’anno ha riconfermato il record di presenze turistiche con o senza radiazioni».

“Basta andare sul sito dell’azienda sanitaria di Verona ULSS9 scaligera e cercare il modello per il…

Geplaatst door Francesco Emilio Borrelli op Zaterdag 18 januari 2020

Anche il conduttore radiofonico, protesta su Facebook: «Adesso dobbiamo solo andare avanti e battagliare pesantemente. Vorremmo che una volta tanto fossimo tutti uniti: è gravissimo e forse senza precedenti».

Aggiornamento : non era #fake ! Adesso dobbiamo solo andare avanti e battagliare pesantemente. Vorremmo che una volta…

Geplaatst door Gianni Simioli op Zaterdag 18 januari 2020

Dal canto suo l’Ulss 9 ha risposto chiedendo scusa a quanti si sono sentiti offesi e rimuovendo il modulo “incriminato”: «Apprendiamo dalla stampa che un modulo di consenso a un esame radiologico della nostra azienda socio sanitaria è diventato oggetto di dibattito politico in Campania. – scrive l’azienda – È evidente che la città di Napoli viene citata unicamente in qualità di benchmark nazionale per quanto riguarda il tasso di radioattività ambientale, senza alcuna accezione negativa, come lasciato intendere da chi ha sollevato il “caso”. Pur nella più assoluta buona fede, al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni la Direzione dell’Ulss 9 ha comunque deciso di sostituire e aggiornare il modulo in questione, che è stato già rimosso dal sito internet aziendale, e si scusa con quanti possano essersi risentiti per l’accaduto».

«Il Primario di Radiologia, saputo della polemica, si scusa insieme ai suoi collaboratori per il fraintendimento, spiegando che non era certo sua intenzione creare alcun esempio negativo. – si legge ancora nel comunicato dell’Ulss 9 – Lo stesso Primario si è messo in contatto col collega dell’Ospedale Cardarelli, ben noto a Verona, per spiegare di persona quanto accaduto, ribadendo che l’esempio mal interpretato era solo un riferimento bibliografico ripreso anche da altre realtà sanitarie».

Alle scuse della Radiologia si sono aggiunte poi quelle del Direttore Generale Pietro Girardi che ha precisato: «Sono certo della sincerità delle scuse ribadite dalla nostra Radiologia e sono sicuro che assolutamente nessuno voleva creare casi negativi e men che meno polemiche e strumentalizzazioni. Io posso solo dire che considero Napoli una città meravigliosa e accogliente e ciò avendoci anche vissuto per un periodo della mia vita per motivi professionali e di famiglia. Ho dato disposizioni di rimuovere con effetto immediato la modulistica dal sito aziendale. Mi auguro che chiunque abbia letto la notizia e anche chi l’ha diffusa accetti le scuse sincere della nostra Radiologia e mie personali e che la polemica si chiuda prima di nascere. In questa società abbiamo tanto bisogno di dialogo e di parlarci anche chiarendo le incomprensioni, lontani da polemiche che sicuramente non fanno bene a nessuno».