Marble Landscapes, perché il marmo è (anche) poesia

Per il quinto anno consecutivo il format si è riproposto come occasione di incontro tra le aziende consorziate, i costruttori e gli architetti. Uno l'obiettivo: creare un dialogo di valore sul tema del lapideo, dando spazio ad una lettura anche culturale dell'impiego, che serve più che mai visto il periodo che sta vivendo il mercato. …

Per il quinto anno consecutivo il format si è riproposto come occasione di incontro tra le aziende consorziate, i costruttori e gli architetti. Uno l’obiettivo: creare un dialogo di valore sul tema del lapideo, dando spazio ad una lettura anche culturale dell’impiego, che serve più che mai visto il periodo che sta vivendo il mercato. 

In anni di crisi per il settore, con timidi segnali positivi, il valore aggiunto del marmo è nella capacità di porsi come materiale unico. Unicità che deve essere arma per contrastare le sfide, a volte vissute come minacce, del mercato. Il marmo è, più di altri, un materiale poetico, trattiene tra le sue peculiari imperfezioni l’anelito all’eternità. L’ha ribadito per il secondo anno anche la geologa Grazia Signori, direttrice del Laboratorio Prove del Centro Servizi Marmo a Verona. «Dentro questo materiale c’è la storia del genio e della fatica dell’uomo che ha capito dove estrarre la pietra, come trasformarla e renderla arte». La caducità della vita umana e la ribellione e questo finire si riassume nell’eternità che il marmo riesce a promettere.

 

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