Marastoni (FIAB): «Serve continuità nei percorsi ciclabili»

Il presidente di Fiab Verona parla dello stato di salute della città in tema di biciclette e percorsi ciclabili in occasione dell’evento “Come sta Verona?” organizzato dall’Associazione Verona Network. Priorità, secondo Marastoni, è creare un collegamento ciclabile sicuro e continuo tra quartieri e centro storico.

Si è tenuta lo scorso giovedì 7 novembre, presso l’Ordine degli Ingegneri di Verona, la terza edizione di “Salute e benessere – Come sta Verona?”, tavola tematica organizzata dall’Associazione Verona Network. Al centro la salute della persona, declinata in molteplici aspetti. Ad intervenire, con un video registrato nei nostri studi, anche Corrado Marastoni, presidente di Fiab Verona, che ha fatto il punto in tema di biciclette e percorsi ciclabili. 

Parliamo dello stato di salute di Verona in tema di biciclette, come sta la nostra città?

Verona è un paziente che ha qualche problema ma che ha grandi potenzialità di guarigione, anche di avere un certo Fitness. Bisognerebbe fare maggiori sforzi verso una la direzione di miglioramento.

Quali sono le opere che andrebbero realizzate con maggiore urgenza?

La rete ciclabile ha ancora vari punti di discontinuità, quindi andrebbe resa continua. Il piano generale sarebbe che all’interno del centro, dove per centro noi intendiamo il centro storico, quindi all’interno delle mura magistrali, la città piano piano diventi una zona dove si va piano, quindi una zona 30, come avviene ormai nelle città europee e dove anche gli ingressi per l’auto sia un po’ limitate.

Quando si esce dalle mura naturalmente non si può pretendere che tutto diventi zona 30, sarebbe irrealistico. Dunque è importante che anche dai quartieri limitrofi si possa arrivare e uscire dagli attrattori (centro storico, stazione, ecc) con sicurezza. È importante che vengano creati dei percorsi ciclabili continui affinché si possa arrivare dai quartieri limitrofi in sicurezza con la bicicletta verso il centro e poi tornare indietro.

Verona ha delle opportunità molto importanti. Le due principali sono quella di usare tutta la cinta di mura magistrali, che costituiscono un parco e dunque anche un percorso ciclabile naturale, e completare la rete dei canali. Ci sono delle ciclabili che sono già in via di attuazione, tre in particolare, per le quali stiamo collaborando con il comune. In primis la ciclabile che completa il canale Camuzzoni fino alla stazione Porta Nuova, quella molto importante che vada Porta Palio fino a piazza Bra e l’altra è quella che permetterà di arrivare dal Saval a San Zeno e poi in piazza Bra.

Un ciclista può sentirsi sicuro a Verona? Recentemente sono stati registrati molti incidenti a danno dei ciclisti…

Questo purtroppo deriva dalla promiscuità. Affinché le persone che non usano la bici si sentano a loro agio nel dire “ci provo” bisogna dare loro la comodità di percorsi diretti. Serve una fiducia che ancora le condizioni non danno. Non siamo noi di FIAB a dover essere convinti, a dover essere convinti a passare la bicicletta devono essere più le persone che ancora non la usano. Questo naturalmente è un compito importante dell’amministrazione.

Capitolo Filobus, un tema caldo, qual è la vostra analisi?

Io naturalmente non entro nel merito dei pro e dei contro. Quello che è certo è che il  filo-bus arriverà. Credo potrà essere un’opportunità interessante per la città. Non deve però andare a scapito della mobilità attiva, quindi di chi va a piedi o in bicicletta. Nella fattispecie, diverse corsie preferenziali che sono state create per il filobus rischiano di tagliare dei percorsi ciclabili che sono diventati nel tempo abbastanza frequentati.

Non è ancora chiaro, ad esempio, come si potrà andare dalla zona di piazza Simoni fino alla stazione a Porta Nuova e sarebbe normale poterci andare in bicicletta. Credo che la soluzione passi attraverso la condivisione di alcuni brevi tratti di corsie preferenziali, e per brevi tratti intendo 100 o 200 metri, che permetterebbero di cucire delle discontinuità.