Libro “omaggiato” di Sergio Ramelli: «Venga restituito al mittente»

Il Coordinamento Scuola Verona invita tutti i docenti e i dirigenti selle scuole veronesi a restituire al mittente l’offerta del Comune «perché la Scuola non può e non deve diventare un luogo a uso e consumo delle amministrazioni locali ma deve essere uno spazio di libertà di pensiero aperto al dibattito critico» e chiede  all’amministrazione comunale di lasciare fuori la scuola da operazioni basate su un uso politico della storia.

«Riteniamo sbagliato dal punto di vista educativo, oltre che lesivo della libertà d’insegnamento, il fatto che il Comune di Verona abbia acquistato e inviato alle scuole il fumetto “Sergio Ramelli. Quando uccidere un fascista non era reato”, opera che tratta dell’assassinio, nel 1975, del giovanissimo attivista di estrema destra da parte di militanti di posizione politica opposta. Il libro è inoltre edito dalla casa editrice Ferrogallico, vicina a idee di estrema destra». Inizia così il comunicato stampa inoltrato dal Coordinamento Scuola Verona in cui si chiede a gran voce a docenti e dirigenti di restituire al mittente l’opera “omaggiata” dall’amministrazione di Palazzo Barbieri.


«Non spetta all’amministrazione comunale decidere quali libri debbano essere custoditi nelle biblioteche scolastiche. Chi detiene il potere politico non dovrebbe interferire col lavoro e con le scelte culturali delle e dei docenti, inviando a studenti in formazione testi che contengono interpretazioni storiche precostituite. – prosegue la nota – A ciò si aggiunga che il testo in questione tratta di un periodo caldo, controverso, complesso e non “pacificato” della storia italiana, caratterizzato da eccessi di violenza e di morti. Un periodo che va studiato con serietà e approfondimento, non decontestualizzando singoli episodi per farne occasioni di rivalsa o di letture parziali degli eventi».

«La storia non deve essere utilizzata a seconda della convenienza politica, la ricerca storica è e deve essere oggetto di studio da parte di storici, che operano con rigore metodologico. conclude il Coordinamento Scuola Verona – La strumentalizzazione politica di un’interpretazione storica non favorisce né la libertà d’insegnamento né il senso critico. Un dibattito culturale e politico è democratico se si fonda sulla pluralità e il rispetto, non su temi e interpretazioni precostituite.