Le scuole puliscono la Ciclopista delle Risorgive

In occasione del 2° anniversario dell'Inaugurazione della Ciclopista delle Risorgive, si è tenuta oggi una giornata di mobilitazione ambientale per le scuole. Gli alunni degli 8 comuni attraversati dal percorso ciclopedonale si sono impegnati dalla prima mattinata nella pulizia della ciclabile.

Ha compiuto due anni la ciclopista delle Risorgive, un percorso ciclopedonale che collega i comuni di San Giovanni Lupatoto, Zevio, Buttapietra, Castel d’Azzano, Vigasio, Povegliano, Villafranca e Valeggio sul Mincio.

Per festeggiare il secondo anniversario oltre 1000 ragazzi sono stati coinvolti questa mattina in una “Giornata di Mobilitazione Ambientale” per pulire la ciclopista delle Risorgive, sensibilizzando gli studenti alla tutela dell’ambiente.

Per ogni Comune interessato dal percorso delle Risorgive hanno partecipato almeno due classi, tra primarie e secondarie di primo grado e, per Villafranca, anche secondarie di secondo grado. I ragazzi – supervisionati dagli insegnanti, sulla ciclopista non accessibile al traffico di veicoli a motore – sono partiti questa mattina alle 8 dalle loro scuole per occuparsi della pulizia del tratto di competenza di ciascun comune. Ogni Amministrazione ha messo poi a disposizione punti di raccolta lungo il percorso dove sono conferiti i rifiuti abbandonati.

Il punto d’incontro per gli studenti coinvolti è stato questa mattina intorno alle 11.00 al Parco delle Risorgive di Castel d’Azzano, dove si è svolto un momento di festa insieme a tutte le autorità. Una tematica, quella ambientale, che è sempre più centrale nei piani formativi delle scuole del nostro territorio.

«Si parte dai primi anni di scuola fino alle classi superiori con dei percorsi multidisciplinari e trasversali – racconta Annalisa Tiberio, assessore alla pubblica istruzione del comune di Villafranca -. La volontà è responsabilizzare i ragazzi ma soprattutto renderli sensibili sui temi dell’ambiente in vista dei grandi movimenti nazionali ed internazionali. I giovani iniziano a sentire molto la problematica ambientale, soprattutto grazie all’influenza che ricevono dai mass media e dai social. Si sono formati anche dei gruppi informali tra di loro e nel tempo libero gli studenti vanno a raccogliere rifiuti».