A un certo punto piazza Isolo si è riempita. Il picco, fra le otto e le nove circa. Poi si è lentamente svuotata, e sul numero totale, come al solito, ci sarà da discutere. Il presidio vivace di voci e canti è continuato comunque fino alle 22, orario limite concordato con la Questura.

Le sardine veronesi che si sono radunate in piazza ed erano di tutte le età: molti studenti universitari, tante persone però anche delle generazioni precedenti.

Si è visto anche qualche volto di politici veronesi, qualche consigliere comunale arrivato dopo il consiglio di ieri sera. Tanto si è discusso negli scorsi giorni di “Bella ciao“, è stata cantata anche ieri sera, più volte. La piazza però ha intonato anche l’inno nazionale, l’aria “Va pensiero” («Perché non è giusto che la Lega se ne sia appropriata»), e canzoni d’autore come “Il pescatore” di De André, per restare in tema marittimo.

Gli organizzatori si sono detti soddisfatti per come l’appello è stato accolto a Verona. Fra le voci dei presenti, c’è chi ha spiegato con lucidità le motivazioni per cui è sceso in piazza. Le più ricorrenti riguardano il malcontento per una politica fatta di slogan, superficiale, e sempre all’attacco.

Il malcontento verso il clima teso e i partiti “populisti” la fa da padrone. Ma c’è chi critica in toto le modalità di fare politica oggi, senza bandiere né colori di partito, come la piazza, come avevano chiesto gli organizzatori.

Qualcuno ha le idee meno chiare, e fatica ad esprimerle, ma ha voluto essere in piazza per esprimere il proprio disagio verso quella politica che non sente vicina e rappresentativa. Il numero dei presenti, come per ogni manifestazione, è difficile da accertare e definire. Si può sminuire o esaltare. L’appello al mondo politico, in ogni caso, è stato lanciato anche da Verona.