«Io sto con i tre bambini», il 23 novembre il sit-in in Bra

Sabato 23 novembre a Verona ci sarà la manifestazione pacifica organizzata dal CCDU per chiedere il rientro in famiglia di tre bambini veronesi che sarebbero stati strappati dalle braccia dei genitori.

Non si ferma la campagna di sostegno e solidarietà nei confronti di due genitori veronesi ai quali lo scorso settembre sarebbero stati tolti ingiustamente, da parte dei Servizi sociali, i tre figli minorenni.

Dopo oltre 1.500 petizioni raccolte, i cartelli i solidarietà  appesi in varie zone e quartiere della città, e più di 2.000 adesioni al gruppo Facebook “Io sto con i 3 bambini veronesi”, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) ha organizzato un sit-in pacifico in Piazza Bra, previsto per sabato 23 novembre alle ore ore 14.00, con inizio delle attività alle 14.30.

«Nel marzo 2016 e nel maggio del 2018, come risulta dal percorso fatto e dalla valutazione della genitorialità redatta da un noto professionista, i genitori risultavano adeguati. – si legge nella nota del CCDU – Nonostante ciò nel decreto del 6 luglio 2018 si riporta una situazione totalmente diversa. Il 26 giugno 2019 nonostante un percorso fatto presso i Servizi Sociali di Napoli che redigono delle relazioni positive sulla famiglia e sui bambini, i Servizi Sociali veronesi (14 persone in tutto fra personale dei servizi e forze dell’ordine) eseguono con la forza quel Decreto vecchio di un anno (che di fatto, per prassi consolidata, non era più valido) portando madre e figli in una comunità».

«Durante il periodo in comunità avvengono una serie di fatti curiosi. – prosegue la nota della Onlus – Dopo una denuncia su un operatore che avrebbe picchiato suo figlio, e una segnalazione contro la comunità per la presenza di cibi scaduti e per condizioni igieniche degradate, la mamma viene accusata di picchiare i bambini e di litigare con gli operatori davanti ai bambini. Il giorno 11 settembre 2019, 15 persone, fra operatori dei servizi e forze dell’ordine, si presentano in comunità e allontanano i figli dalla madre. Questa coincidenza appare inquietante, e viene vissuta dalla mamma come una specie di vendetta. La relazione dei Servizi Sociali al Tribunale sembrerebbe infatti un copia incolla di quanto affermato dalla comunità, e non contiene alcun accenno alla denuncia della mamma contro la struttura».

«Da allora i genitori vedono i figli solo un’ora e mezza a settimana, in visite protette in un luogo separato dalla comunità. – conclude il Comitato – I genitori hanno chiesto più volte dove vengono tenuti i loro figli, ma non hanno mai ricevuto risposta. In base a quanto riferito, in alcune occasioni i genitori avrebbero trovato i loro figli sporchi e in uno stato non ritenuto adeguato per dei bambini».

Alla manifestazione (sit-in di protesta), organizzata dal Comitato dei Cittadini per i diritti Umani ONLUS, hanno aderito: Movimentiamoci, Peribimbi ONLUS, GESEF, 30 Passi verso la libertà e Comitato Famiglia e Vita. È previsto un corteo di bikers che dopo un percorso cittadino si unirà ai manifestanti in piazza.