Il Parco della Lessinia compie 30 anni (tra le polemiche)

Ancora botta e risposta tra i politici sul tema del taglio del Parco della Lessinia, nel giorno del suo 30° compleanno. A non convincere alcuni esponenti sono state le parole del governatore Zaia, che ieri è intervenuto facendo un passo indietro sul provvedimento.

Foto Malvezzi

È proprio nel giorno del 30° compleanno del Parco naturale della Lessinia che si rincorrono ancora le polemiche tra i politici che si dicono a favore del taglio del parco e i contrari. Ieri il governatore del Veneto Luca Zaia era intervenuto durante Fieragricola, a Verona, per fare un passo indietro sostenendo che non ci sarebbe stata nessuna riduzione dell’area, anzi, sarebbe risultata più grande di qualche ettaro.

«La logica e le parole del presidente Luca Zaia non vanno sempre di pari passo – afferma il consigliere regionale di Civica per il Veneto, Cristina Guarda, che domenica ha partecipato alla camminata in Lessinia tra Prà dei Parpari e Malga San Giorgio – È già successo che il presidente abbia usato iperboli al limite del tragicomico come quando parlava di Pfas zero, che poi zero non sono, di fronte ad una delle peggiori emergenze ambientali della storia del Veneto. Ed ancora nel caso della Lessinia è illogico anche da un punto di vista geometrico, e direi anche offensivo nei confronti dell’intelligenza degli interlocutori, che Zaia dica che il parco resta com’è quando ci sono grosse fette, per oltre 10mila ettari, che vengono sottratti alla protezione del parco istituito con lungimiranza all’inizio degli anni ’90 e quindi prima della sciagurata era Galan – Zaia».

Ad attaccare il presidente della Regione, anche i promotori della stessa camminata-manifestazione in Lessinia: «Le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia a Verona e il comunicato stampa dei consiglieri regionali Montagnoli, Valdegamberi e Corsi del 29 gennaio 2020 gettano un’ombra inquietante sul futuro del Parco della Lessinia. In entrambi i casi si continua a fare rifermento alla planimetria georeferenziata della proposta di legge n. 451, ignorando che è proprio quella planimetria (inclusa la nuova zonizzazione), insieme con la proposta di legge, che ad oggi 138 associazioni italiane e migliaia di cittadini e cittadine che hanno partecipato alla Camminata per il Parco della Lessinia di domenica scorsa chiedono di ritirare. – si legge nella lettera – Invece si afferma che non ci saranno tagli all’area protetta, ma si vuole portare in Consiglio Regionale una planimetria che prevede la trasformazione di 1.770 ettari di area protetta in zone contigue che per la legge quadro nazionale 394/91 sono da considerarsi “esterne” al Parco . In tal senso l’annunciato stralcio dell’articolo 5 dalla proposta di legge non cambia la sostanza dell’operazione, ma se possibile la aggrava».

«L’obiettivo del nuovo Ente Parco appena riformato dovrebbe essere proprio una revisione del Piano Ambientale, come da normativa vigente. – continua la lettera – In tale contesto sarà certamente possibile acquisire una nuova perimetrazione georeferenziata, ma si potranno anche evitare le molte criticità che la n. 451 andrebbe a imporre con un voto in piena campagna elettorale».

Dalla parte dei sindaci del territorio montano veronese, che chiedono la riduzione del Parco, sembrano esserci Massimo Giorgetti e Stefano Marcolini, rispettivamente Vicepresidente Consiglio regionale del Veneto e Consigliere della Provincia di Verona: «Siamo assolutamente consapevoli, da profondi conoscitori del territorio veronese, quanto sia necessaria una riflessione sul parco, sui risultati raggiunti, ma soprattutto su quelli non raggiunti, anche alla luce delle profonde modificazioni sociali, culturali ed economiche intervenute in questi 30 anni di vita del Parco. Non siamo contrari, a priori, a modifiche normative o regolamentari purchè chiare negli scopi e negli obiettivi. Così come siamo convinti che il riconoscimento dell’ambiente come valore da preservare sia diventato patrimonio comune».

«Il percorso politico che vogliamo indicare deve partire dagli organi del parco, da poco costituiti, che devono indicare in maniera chiara e precisa: gli obiettivi da raggiungere e le criticità da superare; perché l’attuale normativa non consente di farlo; quali modifiche normative siano necessarie per raggiungere gli obiettivi e risolvere le criticità. – spiegano Giorgetti e Marcolini – Tutto ciò serve a riportare il confronto su dati oggettivi, sgombrando il campo da dogmi ideologici, speculazioni politiche di parte e interessi particolari. Come rappresentanti di Fratelli d’Italia in Regione e in Provincia vi confermiamo la nostra disponibilità a darvi tutto il supporto necessario per il raggiungimento di obiettivi condivisi».