Il generale Parrulli è il nuovo comandante regionale dei carabinieri

Il generale Parrulli, ricevuto oggi dal sindaco Federico Sboarina a Palazzo Barbieri, vanta uno stretto legame con la nostra città. Infatti, prima di assumere l’attuale incarico, è stato a capo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale. Furono i suoi uomini a seguire le indagini per il furto dei quadri di Castelvecchio e a individuare la banda autrice della rapina.

L’alto ufficiale ha lasciato il comando carabinieri Tutela del patrimonio culturale e da settembre è alla testa degli oltre 5.000 carabinieri nelle sette province della regione. L’operatività sarà la linea guida anche per il nuovo ruolo, i capitolo da affrontare sono tanti, in primis, promuovere azioni contro la criminalità organizzata che attecchisce sempre di più in una regione modello come il Veneto. «È con grande piacere – ha detto il sindaco Sboarina – che do il benvenuto al generale Parrulli, consapevole di quanto sia importante il ruolo dell’Arma per garantire la sicurezza dei cittadini di Verona e di tutto il Veneto. Il mio vuole essere soprattutto un ringraziamento all’impegno e al lavoro costante dei Carabinieri a servizio dei veronesi, ribadendo la nostra disponibilità a collaborare insieme per assicurare loro massima tutela, pur nel rispetto dei ruoli. Che ci sia un legame forte tra la nostra comunità e l’Arma lo dimostra la scelta di tenere, l’anno scorso a Verona, il 24° Raduno nazionale dei Carabinieri».

«Rinnovo la completa disponibilità e l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nei confronti della cittadinanza di Verona e di tutto il Veneto – ha detto il comandante Parrulli –. Compito dei Carabinieri è quello di essere vicino ai cittadini e alle comunità e sono convinto che continueremo in un dialogo continuo con Verona e il suo territorio, come è avvenuto in passato. Vogliamo garantire la tranquillità dei cittadini e lo sviluppo di un territorio sano e produttivo. Ringrazio il sindaco per la straordinaria ospitalità».

All’incontro era presente anche il colonnello Pietro Carrozza, comandante provinciale dell’Arma.

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