I Carabinieri celebrano la patrona Virgo Fidelis

Celebrata questa mattina dal vescovo Giuseppe Zenti, nella basilica di Santa Teresa, la Messa in onore della patrona dei Carabinieri, la Virgo Fidelis.

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Celebrata questa mattina dal vescovo Giuseppe Zenti, nella basilica di Santa Teresa, la Messa in onore della patrona dei Carabinieri, la Virgo Fidelis.

Si ricordano oggi, infatti, le ricorrenze della Virgo Fidelis, dell’Anniversario della battaglia di Culqualber e la Giornata dell’orfano.

Riportiamo il discorso del comandante provinciale, il colonnello Pietro Carrozza.

«Ringrazio vivissimamente per la loro presenza, testimonianza di vicinanza all’istituzione, le autorità civili, militari e religiose intervenute oggi.

Un saluto ai numerosi sindaci ai rappresentanti delle amministrazioni comunali e della provincia, che assieme ai comandanti di stazione, rappresentano il territorio.

Un abbraccio fortissimo e fraterno ai familiari dei nostri caduti. Presenti, oggi e sempre, accanto a noi; esempio e stimolo al nostro agire quotidiano.

Ringrazio monsignor Giuseppe Zenti, che ci ha onorato celebrando questa solenne liturgia. Saluto i Carabinieri dell’associazione nazionale, segno tangibile della continuità tra presente e passato, plasticamente raffigurato nel monumento posizionato alla rotonda di Pastrengo dove si legge: “Carabiniere per un giorno, Carabiniere per tutta la vita”.

Consentitemi di salutare i la nutrita schiera di amici presenti oggi, che con la loro vicinanza ci onorano e ci testimoniano l’importanza del nostro compito. E ancora, di stringermi ai miei fratelli del 172° corso “Carattere”, oggi tra noi, “Una acies”, il motto dell’accademia militare – una schiera – a condividere insieme, ancora una volta, una scelta di vita e di valori.

I carabinieri celebrano oggi la ricorrenza della Virgo Fidelis, l’Anniversario della battaglia di Culqualber e la Giornata dell’orfano. Conseguentemente dapprima mi soffermo sull’immagine della Madonna con il titolo di “Virgo Fidelis”, che richiama la scelta di vita di Maria: la fedeltà alla missione ricevuta ed accolta.

La fedeltà è un simbolo prezioso della nostra arma, modellata costantemente sugli esempi perfetti e silenziosi della madonna. La sua festa, a noi cara, ha un particolare profumo in veneto, perché oggi il popolo veneziano si recava e si reca alla basilica della salute, per sciogliere annualmente il suo voto.

I Carabinieri sono consapevoli di quest’alta vocazione, che li rende rappresentanti e custodi della legge; sempre pronti al sacrificio, devoti alla patria e capaci di imporsi le più grandi privazioni pur di proteggere e soccorrere i cittadini, per i quali rappresentano il simbolo dell’ordine, della sicurezza, della tranquillità e della difesa da ogni minaccia. La storia dell’Arma — la benemerita, la fedelissima — è intessuta di atti eroici, fino alla perdita della vita nel compimento del dovere.

Tra queste quotidiane gesta di valore oggi celebriamo la battaglia di Culqualber, combattuta in Etiopia dal 6 agosto al 21 novembre 1941 fra italiani e britannici.

In quella battaglia il 1º gruppo mobilitato dei carabinieri si immolò, quasi al completo, con tale valore che ai pochi sopravvissuti gli avversari tributarono l’onore delle armi. Oltre a numerose menzioni e decorazioni individuali, per il comportamento tenuto dall’intero reparto alla bandiera dell’Arma dei Carabinieri è stata concessa una medaglia d’oro al valor militare.

Le citate gesta di valore dei Carabinieri hanno imposto di porre attenzione, come in ogni buona famiglia, ai propri figli e quindi per fornire ausilio ai familiari dei carabinieri caduti è stato costituito un ente morale di natura privatistica: l’opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei Carabinieri, che ha il suo organo tutorio nel comando generale dell’Arma dei Carabinieri».

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