Giornata della vita, domani “Famiglia è futuro” in piazza Erbe

Domani, domenica 2 febbraio, in occasione della 42° Giornata Nazionale della Vita "Famiglia è Futuro" sarà con un presidio in piazza Erbe.

filippo grigolini famiglia è futuro
Filippo Grigolini, presidente Famiglia è Futuro

Famiglia è Futuro sarà in piazza Erbe domenica 2 febbraio con un presidio, dalle 10 alle 18, per promuovere la tutela della vita e sostenere i progetti di accoglienza alla vita nascente.

«Come ogni anno siamo qui a proclamare e richiedere un diritto che viene prima di tutti gli altri diritti, quello cioè che a ciascuna persona sia garantito di nascere» afferma Filippo Grigolini, presidente di Famiglia è Futuro.

«I dati, purtroppo, ci dicono che ogni anno in Italia a 80mila bambini non viene permesso di nascere e anche Verona, in questa ottica, rischia di spegnersi: sempre meno figli e sempre più anziani». Questo il commento di Grigolini in occasione della 42esima giornata nazionale della vita indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana, dal titolo “Aprite le porte alla vita”.

«Oggi, per un giorno, chiediamo alla politica di mettere a parte asfaltature, viabilità e ogni polemica per riflettere su un tema centrale, quello della vita, trascurato dalla cultura e dalla politica» ha continuato Mirko Furia. «Verona, pur con qualche passo avanti negli ultimi anni, può fare di più e cogliere una vera occasione di rilancio: la natalità è crollata, anno dopo anno, e le nuove generazioni fanno fatica a progettare il futuro, nonostante il desiderio diffuso di creare una famiglia e  accogliere nuove vite. Non basta più dire che siamo per la vita: dobbiamo agire, perché i bambini di oggi sono il futuro domani».

«Invertire questa tendenza è la vera priorità per il futuro di Verona e dell’Italia» hanno concluso Antonio Zerman, Andrea Cona ed Elena Fasoli, consiglieri di Famiglia è Futuro che hanno presentato in seconda, terza e ottava circoscrizione un ordine del giorno perché il Comune operi concretamente, anche con sostegno economico, per rimuovere le cause di possibili interruzioni di gravidanza secondo quanto previsto dagli articoli 2 e 5 della stessa legge 194/78.