Giornata della donna, Bissoli: «Necessario educare i giovani all’affettività»
Redazione
«Credo sia oggi ancora più urgente e fondamentale preoccuparsi di inserire nei programmi scolastici l’educazione all’affettività e alle relazioni». Così la Vicesindaca del Comune di Verona con delega alla parità di genere, Barbara Bissoli, ha espresso il suo pensiero oggi, a margine delle celebrazioni previste in città in occasione della Giornata internazionale della donna.
Una riflessione quella di Bissoli, che arriva all’indomani dell’approvazione del Disegno di Legge che ha introdotto il reato del femminicidio nel codice penale: «La violenza maschile nei confronti delle donne è un fenomeno che ha radici culturali. Quella di inserire nei programmi scolastici l’educazione all’affettività e alle relazioni è una richiesta che arriva a gran voce anche da molti genitori, soprattutto dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, e di cui ritengo che il Governo debba responsabilmente tenere conto. Imparare a conoscere e ad essere consapevoli delle proprie emozioni, apprendere il linguaggio dei sentimenti significa poter migliorare le capacità affettive e soprattutto crescere con maturità nei rapporti interpersonali. Tutto ciò va nutrito e richiede tempo, ma rappresenta il terreno dove poter coltivare il rispetto della reciprocità e la gestione delle proprie emozioni. Trovo doveroso sottolineare questo aspetto proprio in questa giornata dedicata ai diritti delle donne» ha detto Bissoli.
Questa mattina, invece, al Sacrario militare del cimitero Monumentale di Verona l’assessora alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi, ha ricordato l’importanza delle donne anche nei conflitti, con particolare riferimento alla storia di Giuseppina Orlandi: «Oggi è la festa nazionale dei diritti della donna, non la giornata della festa della donna, come qualcuno con una narrazione assolutamente impropria definisce l’8 marzo. Nel Sacrario militare del cimitero Monumentale di Verona ricordiamo Giuseppina Orlandi, unica donna tumulata insieme a 4mila soldati caduti durante la II Guerra Mondiale. Una crocerossina che è morta a 33 anni a Isola della Scala ed è qui sepolta in rappresentanza di tutte le donne che hanno avuto e hanno un ruolo specifico e primario all’interno dei conflitti del passato. La memoria del passato sia riflessione per il presente, che vede numerose guerre, anche in territori vicini al nostro, e che sente risuonare parole di guerra. Nei conflitti le donne svolgono un ruolo primario, sono combattenti, ausiliarie, sono la resistenza ma sono anche soggetti che sorreggono la vita delle comunità alle quali poi i soldati fanno ritorno. Ma la donna è anche altro: il dolore delle madri per i figli al fronte, e l’oggetto di violenza sistematica in caso di occupazione. La donna è la forza procreatrice e generatrice di un popolo, ne rappresenta l’identità. Colpire il corpo delle donne significa colpire quel popolo. Come comunità riflettiamo sulla nostra storia e sui giorni verso cui stiamo andando».
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