Filobus, Flavio Tosi torna all’attacco

L'ex sindaco oggi ha dichiarato: «A Santa Croce non si vede un operaio da settimane. E tra un mese apre la scuola accanto». Gli fa eco Emanuele Tosi, già vicepresidente Amt: «Sboarina ha abbandonato il nostro progetto a stralci dei cantieri e Barini non ha attivato il nostro piano di comunicazione. Così ha bloccato la città fregandosene dei cittadini». Bozza e Bisinella: «Amministrazione incapace».

Flavio Tosi

Conferenza stampa questa mattina a Palazzo Barbieri convocata da Flavio Tosi assieme ai Consiglieri comunali Alberto Bozza (Lista Tosi), Patrizia Bisinella (Fare! Verona) ed Emanuele Tosi, già vicepresidente di Amt.

Il tema del giorno è il filobus. L’ex sindaco ha rimarcato «l’incapacità dell’amministrazione Sboarina di gestire i cantieri e la comunicazione». Il caso lampante, secondo il consigliere, è il cantiere di via Guido d’Arezzo, in borgo Santa Croce, di fronte alle scuole elementari Guarino. «Il cantiere – dice l’ex Sindaco Tosi – è abbandonato da settimane, da tempo non si vede nemmeno un operaio e neanche un mezzo di lavorazione, ma la strada intanto rimane bloccata e recintata. Tra l’altro quello è uno snodo decisivo per il traffico del quartiere, dato che via d’Arezzo è l’arteria che passa davanti alle scuole e alla chiesa ed è all’incrocio con la trafficatissima via Montorio. E lì tra un mese cominciano le scuole, il rischio è il caos più completo. Ma purtroppo ci sono molti altri casi di malagestio di un’amministrazione Sboarina palesemente inadeguata».

Emanuele Tosi, già vicepresidente di Amt che aveva seguito l’iter del progetto, è entrato nei dettagli: «L’amministrazione Sboarina ha abbandonato il progetto a stralci previsto e delineato dall’amministrazione di Flavio Tosi. Una decisione assurda che ebbi modo di denunciare già un anno fa. Il nostro progetto prevedeva un piano di lavori più lungo nei tempi, ma decisamente meno impattante che non avrebbe bloccato la città. Si partiva subito e con meno urgenza e quindi con una migliore organizzazione. Sboarina e Barini invece hanno sbandierato l’approvazione del progetto esecutivo totale, quello che ha fatto partire il countdown dei 1200 giorni, ma dover far tutto in 1200 giorni poi mette fretta e si sa che la fretta è una cattiva consigliera. Così sono partiti i cantieri, senza comunicazione e chiudendo intere strade, mettendo in ginocchio i cittadini. Si sarebbe potuto e dovuto evitare».

Sulla comunicazione Emanuele Tosi ha sottolineato che «noi avevamo predisposto un dettagliatissimo piano di comunicazione sul filobus, l’avevo seguito io tra il dicembre del 2015 e il febbraio 2017, a ridosso dell’apertura dei cantieri». Avevamo stanziato 200 mila euro solo per i primi due anni, spesa che Barini definì ‘un’inutile pubblicità pre-elettorale’. Invece se quel piano fosse stato attuato i cittadini avrebbero potuto disporre di un numero verde dedicato al filobus al quale rivolgersi, e poi sarebbero state posizionate delle strisce colorate per rendere ben visibile il futuro tragitto della filovia, in questo modo residenti e commercianti avrebbero sopportato il cantiere con minor disagio sapendo che in futuro avrebbero avuto la fermata del filobus sotto casa o accanto l’attività commerciale. Ma erano previsti anche pieghevoli nelle scuole e libretti informativi nei quartieri. L’obiettivo del nostro piano era condividere con i cittadini il senso e l’utilità dell’opera. Purtroppo Sboarina e Barini se ne sono fregati».

Alberto Bozza e Patrizia Bisinella in conclusione hanno ricordato «la totale incapacità di gestire il filobus da parte del Sindaco Sboarina, dell’Assessore delegato Polato e del presidente di Amt Barini. E come ha confermato Emanuele Tosi, che conosce bene le carte e l’intero dossier, la parte riguardante la comunicazione ai cittadini è stata completamente disattesa dall’amministrazione Sboarina».