Filobus, Croce: «Il Filo-mostro indebiterà la città», Amt: «Si vuole distorcere la realtà»

Al centro della polemica una richiesta agli atti effettuata dall’esponente di Prima Verona che ha ottenuto risposta dal Ministero dei Trasporti lo scorso 19 dicembre. Michele Croce ravvisa «una mala gestione del Comune guidato da Federico Sboarina certificata dal Ministero dei Trasporti che indica molteplici irregolarità e pure un reato». Immediata la risposta del Responsabile unico del procedimento per la Filovia: «Si vuole distorcere la realtà».

Michele Croce ha fatto una richiesta agli atti il 19 novembre scorso, il Ministero dei Trasporti ha risposto un mese dopo e dalla lettura dei documenti l’esponente di Prima Verona ravvisa «una mala gestione del Comune guidato da Federico Sboarina certificata dal Ministero dei Trasporti che indica molteplici irregolarità e pure un reato (violazione dell’art. 3 DPR 753/1980 – allegato): il Comune di Verona ha permesso che la propria società in house AMT iniziasse i lavori senza neppure verificare la presenza delle autorizzazioni preliminari ed ha ciononostante chiesto il contributo statale, ovviamente negato».

Immediata la risposta piccata del RUP della Filovia Carlo Alberto Voi: «quanto riportato nella nota trasmessa dal MIT riguarda le opere di Variante n. 2, e tali opere non sono ancora consegnate all’ATI appaltatrice e, di conseguenza non ancora iniziate, e si è tuttora in attesa di ottenere da USTIF il nulla osta. Tali opere sono già state approvate dal Comitato tecnico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e deliberate dal CIPE in merito alla approvazione del conseguente Quadro economico di spesa aggiornato. Decade quindi l’ipotesi di illegittimo inizio dei lavori attualmente in corso, e lo conferma la copiosa corrispondenza intercorsa tra MIT e Comune di Verona sin dal 2014 con la quale lo stesso Ministero sollecitava l’inizio dei lavori pena la decadenza del finanziamento concesso».

Michele Croce ha attaccato l’opera anche dal profilo della sostenibilità economica: «Il Filo-mostro è diventato l’obiettivo di questa amministrazione ma è opera dannosa per la città di Verona. Peggiorerà la situazione del traffico, anziché migliorarla, ad un costo altissimo: 143 milioni di soldi pubblici, di cui 57 milioni a carico esclusivo dei veronesi (delibera Cipe n. 38 del 26.04.2018). Ci vogliono indebitare per i prossimi decenni senza alcuna utilità pratica». Il RUP Voi contrattacca: «È opportuno segnalare a coloro che sono avvezzi a distorcere la realtà dei fatti o che interpretano ad arte la successione temporale degli Atti amministrativi ufficiali, che l’erogazione del finanziamento statale ai sensi della L. n. 211 del 26 febbraio 1992 (sviluppo del trasporto pubblico in ambito urbano per la realizzazione di sistemi di trasporto rapido di massa a guida vincolata e per tramvie a contenuto tecnologico innovativo), avviene a fronte dell’anticipazione da parte della Stazione appaltante come rimborso a seguito della rendicontazione delle attività svolte (siano esse di carattere amministrativo che di avanzamento dei lavori)».