Si è parlato anche di filobus durante il terzo appuntamento dell’evento a tema salute e benessere “Come sta Verona?” organizzato dall’Associazione Verona Network. Al presidente AMT Barini, presente in sala come relatore, sono state avanzate le riserve sulla nuova opera dal Comitato spontaneo cittadini no filobus, un gruppo di cittadini riuniti contro un’opera che ritengono dannosa per la città, con effetti negativi su viabilità, verde pubblico e dai costi eccessivi.

Come sta Verona se parliamo di mobilità?

Essendo ovviamente conto il progetto Filobus, secondo noi la città, parlando di mobilità pubblica, sta bene. Non vediamo assolutamente il bisogno di stravolgere la città per un’opera della quale si potrebbe benissimo fare a meno. Il costo, inoltre, è esorbitante: si parla di 148-160 milioni di euro, dei quali il 60% finanziato dallo Stato e per il restante 40% sarà fatto un mutuo che vincolerà le amministrazioni alla realizzazione del progetto. Se ci saranno ripensamenti sarà difficile tornare indietro.

Se lo scopo del filobus è espellere delle macchine da tessuto urbano questo avviene giù per le corsie preferenziali degli autobus a metano di adesso. Non vediamo il bisogno di mettere a soqquadro la città con dei lavori invasivi e impattanti che andranno poi a far chiudere negozi e soprattutto incideranno sulla vita di tutti i cittadini, anche dopo il post lavori.

Con il filobus qualsiasi movimento, dalle immondizie allo scaricare della semplice spesa sulle corsie preferenziali, saranno quasi impossibile. Pensi solo ad esempio allo svuotamento dei pozzi neri: lo si dovrà fare di notte perché serviranno permessi per sostare sulle corsie preferenziali.

Quali soluzioni alternative proponete?

Si potrebbero fare delle corsie preferenziali con gli autobus già esistenti oppure provare l’inserimento, però questo è da verificare, di autobus e minibus elettrici. Molte volte ci si scorda di dire che questo filobus pesa 30 tonnellate e che comporterà la realizzazione anche di una serie di sottofondi stradali per sostenere il peso del mezzo. Anche se ci arrivano già segnalazioni di sottoservizi non realizzati nei quartieri già interessati dai lavori. Pensi se un domani si dovesse rompere una fognatura quanto sarà difficile intervenire, soprattutto il zone piene di condomini e abitazioni. Già sarà difficile in presenza di sotto-servizi, figuriamoci in loro assenza.

A livello di sicurezza sono emerse criticità?

Recentemente abbiamo scoperto un nuovo aspetto del capitolo filobus che non conoscevamo: il rullamento, una sorta di vibrazioni che provocano un effetto sisma. Abbia avuto segnalazioni di persone che sono scappate fuori di casa perché tremavano i vetri, addirittura a qualcuno si è staccato un quadro. La causa di tutto erano dei tentativi di ricreare la stessa vibrazione che produrrà i filobus per testare la solidità del terreno. E se questo rullamento verrà fatto in zone con case antiche come via San Paolo? O pensiamo a Ponte della Vittoria e Ponte Navi, fatti nel dopoguerra, siamo proprio sicuri che possano reggere 30 tonnellate?

Avevate protestato a lungo anche contro il taglio degli alberi: ci sono novità?

Dopo i pini decimati in zona stadio, ancora non si sa che fine faranno gli alberi che si trovano sul tratto che va da San Michele a via Corsini, fino a Borgo Santa Croce. O verranno potati in maniera drastica o saranno tirati via. Ogni pianta tirata via verrà sostituita con una nuova, dicono, ma dove saranno ripiantate? Sacrificare il verde per far posto ai pali e ai fili del filobus e poi dire che il filobus è ecologico è un po’ contro senso.