Edilizia pubblica, l’appello di Pd e Traguardi: «Dignità e attenzione ai più fragili»

Pd verona e Traguardi segnalano i profili critici della nuova legge regionali sugli immobili pubblici che potrebbero esporre a disagi i soggetti socialmente più deboli.

Adeguamento del canone di locazione, manutenzione, riqualificazione del patrimonio pubblico, trasferimenti. Sono diversi i temi che la nuova legge regionale sull’edilizia pubblica potrebbe far ricadere su soggetti fragili che potenzialmente si troverebbero in difficoltà ad affrontare.

Il Pd veronese e Traguardi lanciano appello all’amministrazione per evitare storture nell’applicazione delle nuove norme.

Tommaso Ferrari di Verona Civica-Traguardi chiede mitigare gli effetti pratici della legge regionale «per non creare storture nella sua applicazione. Il principio – recita la nota stampa del consigliere comunale – dev’essere quello di tutelare le fragilità più gravi calmierando l’aumento di prezzo, che per alcuni soggetti diventerebbe insostenibile».

D’altro canto – evidenzia Ferrari – è necessario «provvedere a seri investimenti per la riqualificazione degli edifici in modo da permettere maggiore vivibilità ai suoi inquilini. Inutile ricordare lo status, per esempio, delle case di San Bernardino con infissi fatiscenti, acqua negli appartamenti e locali sfitti da anni. Questo è solo un esempio, ma nell’applicazione di una norma sensata, a determinati obblighi, deve corrispondere un maggior sforzo del pubblico per assicurare dignità, come prima cosa».

Sullo stesso tema si sono espressi ieri gli esponenti del gruppo consigliare Pd Verona Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani e Carla Padovani, che segnalano «un gigantesco errore di comunicazione, affidando il rapporto con gli inquilini ad asettiche lettere ufficiali, senza prendere contatto con le persone».

La legge risale a due anni fa mentre il regolamento attuativo è del 31 luglio 2018 e nelle intenzioni mira «a scardinare certe storture che da decenni fossilizzano la gestione del patrimonio residenziale pubblico a beneficio dei pochi che una volta entrati nelle case non ne escono più, e a danno di chi ne avrebbe più bisogno ma non trova case libere» come si legge nel comunicato dei dem.

«Un conto, però, è sentirsi parlare di un rincaro, un altro paio di maniche è vedersi schizzare il costo dell’affitto di 2-3 o anche 10 volte, come sta accadendo in questi giorni, per quanto bassa possa essere la cifra di partenza» segnalano i consiglieri comunali.

«Trattandosi di un delicato settore del sociale  – prosegue la nota – è necessario che la politica, che spesso ha contribuito alla creazione di queste storture, ci metta la faccia e innanzitutto spieghi le ragioni di questa riforma».

Altro aspetto da considerare è l’alto tasso di differenziazione della platea dei beneficiari, che vanno – cita ancora il testo del Pd – «dal pensionato “d’oro” a 1.800 euro al mese che vive con la moglie in una casa da 100 metri quadrati pagando 419 euro ora rivalutati in 573 euro, che non avrà problemi a far fronte al rincaro oppure a trovarsi una nuova casa sul libero mercato, al caso di una vedova anziana con la pensione minima e qualche risparmio in banca accumulato nel corso di una vita che si vede schizzare l’affitto da 37 a 369 euro al mese». 

«I soggetti fragili, socialmente esposti, vanno intercettati e informati, diversamente ne risentiremo parlare soltanto quando, esauriti i risparmi e rinunciato alle cure mediche, saranno troppo poveri o troppo malati per continuare a pagare l’affitto.

«La nostra richiesta è che i Servizi sociali del Comune e i rappresentanti delle aziende di edilizia residenziale pubblica si attivino innanzitutto con una serie di assemblee nei grandi complessi di case pubbliche per spiegare diritti e doveri previsti dalla legge, la quale offre in casi di particolare difficoltà economica la possibilità di una presa in carico da parte dei servizi sociali del Comune.»

Per intercettare anche gli inquilini meno attivi, come possono essere gli anziani, è necessario mobilitare tutte le risorse dei servizi sociali per raggiungere il maggior numero di persone possibile per una presa in carico individuale.

«Sottolineiamo – evidenziano ancora i consiglieri – che la legge prevede trasferimenti in caso di abitazioni sottoutilizzate. Ciò rappresenta il caso tipico di anziani rimasti soli in appartamenti molto più grandi rispetto alle reali necessità. È impensabile che una riforma del genere venga avviato senza un’adeguata e capillare campagna informativa e di sostegno psicologico per i casi di estrema solitudine e anzianità».

«Pertanto, lavoreremo contemporaneamente ad una mozione per frenare gli effetti più “radicali” della legge che in piena estate non possono essere adeguatamente affrontati.»

«Lo stato degli infissi e degli impianti tecnologici rendono spesso esorbitanti i consumi di gas ed energia elettrica per il riscaldamento. Non di rado le spese condominiali annuali sono un multiplo dei canoni di affitto che, con gli adeguamenti in corso, rendono l’abitare in alloggi pubblici molto molto costoso e disagevole» puntualizza il comunicato del Pd.

«È necessario – si conclude il testo dei dem – pertanto chiedere a Comune e Regione di dare ulteriore impulso alla riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico con un programma di investimenti certo e verificabile».