Ecosistema Urbano 2019, Verona stabile al 67° posto

Rispetto all’anno scorso, emerge un miglioramento della qualità dell’aria sull'indicatore del biossido di azoto.

qualità dell'aria
Centralina per il rilevamento della qualità dell’aria

Verona si conferma anche quest’anno al 67° posto nella classifica ‘Ecosistema Urbano 2019’, realizzata da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Ma se la posizione è la stessa del 2018, aumenta invece il punteggio assegnato alla nostra città, che passa dal 48,7 al 49,8 per cento, guadagnando più di un punto percentuale.

Un risultato positivo visto che i dati si riferiscono all’anno 2018 e che, quindi, sono il frutto delle prime politiche ambientali messe in atto ad inizio mandato.

Rispetto all’anno scorso, emerge un miglioramento della qualità dell’aria su uno dei due indicatori. Se infatti per Pm10 siamo stabili, in linea con i risultati dell’anno scorso, saliamo di 5 posti in classifica per diminuzione del biossido di azoto, il secondo indicatore monitorato dall’Arpav. Questo inquinante è prodotto dalla combustione, e quindi da auto, stufe, falò e caldaie, e il suo abbassamento è uno degli effetti delle ordinanze per il blocco degli euro 3, per la limitazione del riscaldamento e di certe tipologie di impianti e per il divieto di fuochi all’aperto. Diverso è l’andamento dell’ozono, che è il fattore dell’inquinamento estivo, dipendente esclusivamente dalle alte temperature.

Tra i parametri in miglioramento il consumo idrico domestico, per il quale Verona è salita di 12 posizioni in classifica, segno che i veronesi sono molto più attenti a non sprecare l’acqua. Cala anche la produzione di rifiuti urbani che ci fa guadagnare 8 posti, a dimostrazione che si sta creando una maggior sensibilità ambientale, frutto anche dei numerosi progetti attivati nelle scuole e durante le giornate ecosostenibili. Verona è salita di una posizione anche per piste ciclabili e di 2 per offerta del trasporto pubblico.

«La classifica 2019 ci incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa – spiega l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala -. Migliorare la qualità dell’aria nella pianura padana è un obiettivo che richiede molti soldi e l’impegno di tre Regioni. A Verona, con le politiche messe in campo, abbiamo migliorato almeno uno dei due fattori inquinanti, il biossido di azoto. Altri comportamenti virtuosi sono stati registrati dal report, segno evidente che la sensibilità ambientale si sta diffondendo fra i veronesi, che ringrazio. Modificare le abitudini quotidiane può sembrare difficile, invece basta poco e i giovani ci stanno dimostrando che è possibile. Sono soddisfatta dei piccoli progressi e per l’anno prossimo mi aspetto di scalare altre posizioni per le attività messe in campo nel 2019”.

Inoltre, proprio stamattina durante la presentazione nazionale dei risultati della classifica ‘Ecosistema Urbano’, la mappatura online del verde pubblico diVerona è stata premiata come una delle 31 ‘best practices 2019’ d’Italia.

Il ‘catasto’ del verde ha permesso di mappare 4 milioni e 836 mila metri quadrati, suddivisi in 1.573 aree e 19 categorie: dai giardini agli impianti sportivi, dagli orti alle aree cani. È stato censito metro per metro, georeferenziato, fotografato e messo a disposizione di cittadini e professionisti. Per consultarlo, infatti, basta inserire in un qualsiasi motore di ricerca le parole “mappe Comune Verona” e accedere al portale con tutte le informazioni. Scegliendo la mappa “Parchi, Giardini ed aree verdi”, appariranno tutte le zone censite.