Dipendenti comunali e quote A4: Tosi contro Sboarina

Punta il dito contro le ultime scelte dell'amministrazione Sboarina, l'ex inquilino di Palazzo Barbieri Flavio Tosi. Gestione del personale e cessione delle quote di A4 sotto accusa.

Flavio-Tosi

Punta il dito contro le ultime scelte dell’amministrazione Sboarina, l’ex inquilino di Palazzo Barbieri Flavio Tosi.

Sul tema della protesta dei dipendenti comunali: «Da tempo denuncio pubblicamente il taglio delle risorse umane negli uffici comunali. In due anni e mezzo con Sboarina sono 200 le unità di personale in meno: da 2198 dipendenti con me Sindaco, si è passati ai 1976 di oggi. Per il Comune significa un risparmio di 8-10 milioni di euro, un fatto che non si è mai visto in precedenza e che ha mandato nel caos molti servizi pubblici dedicati ai cittadini, che infatti si ritrovano con interi compartimenti – dall’edilizia all’urbanistica, ai lavori pubblici, al decentramento, alla cultura fino al commercio – completamente paralizzati».

Tosi poi punge l’assessore e senatore Bertacco: «Bertacco purtroppo sta troppo tempo a Roma e ha perso completamente di vista la realtà veronese. Lui parla di nuove assunzioni, ma o accampa scuse o non è informato. Ripeto, in due anni i dipendenti comunali sono passati da 2198 a 1976 e chiunque può verificare questi numeri che smentiscono platealmente Bertacco».

Tosi critica inoltre la decisione della Giunta Sboarina di cedere le quote in A4 del Comune: «Sboarina decide di uscire da una società che il Comune di Verona, e dunque la comunità veronese, ha contribuito a far nascere e che per decenni ha garantito sviluppo, benessere e centinaia di posti di lavoro al territorio. Anche oggi la società A4 rappresenta una delle migliori realtà imprenditoriali della città e questo lo conferma pure l’Assessore Polato dicendo che è molto redditizia, con dividendi altissimi realizzati negli ultimi anni. Quindi mi chiedo come può un buon padre di famiglia, in questo caso il Comune, vendere un investimento così remunerativo».

«Il fatto è – continua Tosi – è che depauperiamo il patrimonio del Comune e quindi dei veronesi. Sboarina & C. si faranno belli con la promessa di destinare gli introiti della cessione a qualche opera pubblica, ma negli anni a venire la perdita di una rendita sicura come i dividendi di A4 sarà molto più pesante di qualsiasi investimento legato ai ricavi della cessione».

«la cessione – dichiara Tosi – è una scelta sciocca anche dal punto di vista strategico. Eravamo infatti l’ultimo socio pubblico rimasto in A4 con una quota significativa, dunque l’unico interlocutore territoriale ascoltato in A4. Grazie a questo rapporto l’autostrada ha realizzato a sue spese per il Comune tutta la tangenziale Sud e ha comprato dallo stesso Comune la tangenziale Est, e garantisce sempre a sue spese la loro manutenzione. Senza quote societarie, in futuro non avremo più il peso per chiedere ad A4 altre opere infrastrutturali così importanti a suo carico».

In ballo ci sono in ballo anche i 53 milioni di A4 destinati a bilancio al Traforo delle Torricelle. Si rischiano di perdere, dice Tosi. «Prima Sboarina ha deciso di far morire la procedura per la realizzazione del Traforo, ritardando di anni la riscossione dei 53 milioni che A4 dava al Comune a fondo perduto. Ora Sboarina esce pure da A4. Speriamo di non dover pagare caramente due scelte così sbagliate e illogiche. Auguriamoci che una volta sparito il Comune da A4, non sparisca anche il contributo».

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