Sono state inaugurate oggi in piazza San Zeno le due ambulanze di Croce Bianca, classe A dotate di tecnologia di ultima generazione. I mezzi sono omologati per l’emergenza sanitaria e attrezzati a unità mobili di rianimazione adibiti secondo le più recenti normative.

L’acquisto delle ambulanze è stato possibile grazie al contributo del Banco Popolare e a una donazione privata da parte della famiglia Sottocasa. Felice ed entusiasta il presidente di Croce Bianca PierLuigi Verga, che passa però la palla all’Ulss 9 Scaligera e alla Regione. Le convenzioni con le organizzazioni del territorio per la copertura delle emergenze sono infatti scadute ancora a metà anno 2018. Ma ancora non c’è traccia delle nuove assegnazioni che dovrebbero essere fatte nel pieno rispetto del nuovo codice del Terzo Settore L. 117/2017.

«Noi abbiamo effettuato questi investimenti anche in virtù delle nuove convenzioni. Siamo in gara come Croce Bianca e come Rete Universo – associazione di secondo livello che riunisce le principali organizzazioni di soccorso e pronto intervento del territorio cittadino e provinciale – ma ci sono ritardi di cui non conosciamo la causa. I vecchi bandi sono scaduti già da oltre un anno. Da allora, siamo in fase di proroga che è stata data senza un termine di scadenza e dalla Ulss 9 ci sono scarsissime informazioni, anche se a mio avviso ci dovrebbe essere trasparenza e dialogo tra gli operatori sul territorio anche per meglio predisporre i servizi che dovranno essere assegnati», denuncia il presidente Verga.

Nella mattinata di oggi inaugurato anche un nuovo defibrillatore semiautomatico donato dalla Fondazione Pad Lorenzo Modena, il diciottenne veronese che morì su un campo di calcio a causa di una malformazione cardiaca congenita che non sapeva di avere.

Il dispositivo, l’ultimo di tre che l’associazione ha già donato rispettivamente all’Istituto Cangrande di Corso Porta Nuova e alla sede della polizia locale di Boscochiesanuova, è installato in piazza Bacanal fuori dalla storica sede di Croce Bianca. Anche San Zeno, dunque, diventa zona cardiopreotetta.

«Il defibrillatore è ora a disposizione della collettività, nella speranza che non ce ne sia mai bisogno ma con la consapevolezza che, in caso di urgenza, può contribuire a salvare la vita”, spiega Verga».