Crisi di Governo, Rotta (Pd): «Dobbiamo andare oltre»

La deputata veronese Alessia Rotta ha delineato la situazione creatasi all'interno del Pd, che si dice disposto a mettere da parte le rivalità per il bene del Paese.

Imago 2019 - Alessia Rotta su crisi governo
Foto Imago 2019

Il “dopo-Conte” è iniziato oggi. Stamattina il Segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha ricevuto dalla direzione del Partito Democratico il mandato ad aprire una trattativa per verificare la possibilità di un governo di svolta in discontinuità col precedente. Una sorta di “salvagente” che potrebbe evitare il subentro di un governo tecnico, soprattutto in vista della legge di bilancio.

L’accordo, quindi, tra dem e M5s potrebbe diventare realtà, ma solo a determinate condizioni, come spiegato da Zingaretti nella relazione di stamattina: appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa e svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti.

A parlarci dei prossimi passi del Pd e del possibile accordo per salvare il Paese è stata la vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico Alessia Rotta.

Deputata Rotta, ieri le dimissioni di Conte, oggi le consultazioni e l’apertura del Pd a un eventuale accordo per riportare una maggioranza al Governo. Cosa dobbiamo aspettarci?

Stamattina abbiamo approvato un ordine del giorno nel quale è stato scritto che vediamo come un bene che si sia sciolto il cosiddetto “Governo del cambiamento”, che non ha prodotto nessuno dei risultati attesi, purtroppo, dal Paese. E con senso di responsabilità, il Partito Democratico pensa che prima delle diversità tra gli schieramenti politici, ci deve essere il bene del Paese. Perchè la crisi di Ferragosto non è, come ha detto il quasi ex-ministro dell’Interno Salvini, un particolare irrilevante. Non c’è mai stata nella storia repubblicana una crisi d’agosto perché ci sono degli impegni e soprattutto una congiuntura economica che non sfugge a nessuno. Lasciare, infatti, il Paese senza una legge di bilancio significa fare scattare l’Iva al 25% e noi crediamo che questo debba essere il primo punto da evitare. Noi siamo disponibili, qualora ce ne siano le condizioni, a vedere se, supportata da una maggioranza parlamentare, possa esserci un’altra maggioranza possibile alla guida del Paese.

Salvini ieri ha parlato di un “inciucio” tra M5s e Pd, addirittura precedente all’apertura della crisi. Qual’è la verità?

Non c’era nessun accordo, tant’è che stiamo verificando ora se ci siano le condizioni per farlo. Diciamo che fa fatica a parlare di inciucio chi ha fatto un contratto di governo con il 17%, una percentuale di voti inferiore a quelli che aveva preso il Partito Democratico. Una volta si chiama inciucio e un’altra accordo di governo. E tra le altre cose, capisco che Salvini sia disperato, ma ha fatto tutto da solo. È stato lui a decidere la fine del suo Governo salvo poi dire “rifarei tutto quello che ho fatto”, salvo poi ritirare le dimissioni al presidente Conte. Diciamo che Salvini non è molto affidabile, dato che ha cambiato idea tre volte nel giro di 15 giorni.

Ma se dovesse esserci davvero un accordo tra Pd e M5s, potrebbero esserci questioni spinose da chiarire come l’Alta Velocità?

L’Alta Velocità mi sembra che anche il presidente Conte, che era diventato l’uomo di riferimento per il M5s, avesse deciso che doveva andare avanti. Ma questo lo dice anche l’analisi costi benefici fatta dai 5 Stelle. Noi siamo per uno sviluppo: certamente uno sviluppo sostenibile, certamente uno sviluppo che non sventra il paese. La svolta è la sostenibilità, non la paralisi.

Quali sono state, secondo lei, le cause e i colpevoli di questa crisi?

C’è una persona che ha deciso tutto questo e che però ha sbagliato i calcoli perché l’ha fatto con un’arroganza e toni inspiegabili chiedendo pieni poteri. Ovviamente sto parlando di Matteo Salvini. Soprattutto pretendeva di non parlamentarizzare la crisi, di andare alle elezioni da ministro in carica. Diciamo che si deve guardare allo specchio: c’è un unico responsabile di questa crisi. Noi da tempo dicevamo al Presidente Conte, che sembra essersi svegliato ieri, che questo Governo era inefficace e parlano i numeri che dicono che le tasse sono aumentate e che siamo a crescita zero. I responsabili del fallimento economico e politico del paese sono da attribuire tutti a questo Governo. Ma questa crisi ha solo un nome e un cognome.

Cosa c’è quindi nel futuro dell’Italia?

Noi siamo andati oltre gli insulti che abbiamo ricevuto da tutte le altre forze politiche e siamo disposti ad andare oltre per mettere in sicurezza il Paese ed evitare la deriva. Pensiamo che l’Italia abbia bisogno di rimettersi in piedi in fretta, perché la crisi che la potrebbe travolgere non è solo l’aumento dell’Iva: il fattore tempo è prioritario. Speriamo che in futuro ci sia un’Italia migliore e le condizioni per rimettere in sesto il Paese.

Guarda cosa ne pensano i veronesi: