Caso Superbeton, assolto il Comitato Ambiente Montorio

Il Tribunale di Verona, con una sentenza di primo grado firmata dal giudice Cristiana Bottazzi, ritiene infondata la richiesta di risarcimento per danni di immagine, del valore di un milione di euro, avanzata tramite querela da parte dell'azienda produttrice di cementi nei confronti del Comitato presieduto da Marco Tosi.

Il Tribunale di Verona, con una sentenza di primo grado pronunciata dal giudice Cristiana Bottazzi il 26 luglio scorso, dà ragione al Comitato Ambiente Montorio nella causa da un milione di euro avviata dall’azienda Superbeton Spa per ottenere un risarcimento derivante da presunti danni d’immagine derivanti proprio dall’attività del suddetto Comitato.

Come si legge sul sito www.montorioveronese.it, il Foro veronese ha rigettato la domanda e ha condannato la società Superbeton SpA a rifondere a Marco Tosi (presidente), Laura Franzon (vicepresidente) e Alberto Speciale (consigliere delegato) le spese del giudizio.

«Manca infatti, a monte, la prova del carattere illecito delle condotte attribuite al Comitato Ambiente Montorio, che paiono piuttosto situarsi entro il limite del legittimo esercizio dei diritti di cronaca e critica, nel contemperamento con valori parimenti dotati di copertura costituzionale» riporta sul sito una nota a firma di Alberto Speciale.

Il motivo per cui l’azienda con sede legale in Ponte della Priula, in provincia di Treviso, rappresentata e difesa dagli avvocati Franco Zambelli, Annamaria Tassetto e Marco Brighenti, aveva presentato denuncia di querela per diffamazione era che il Comitato «avrebbe diffuso notizie non veritiere tra la popolazione circa presunti rischi alla salute derivanti dal funzionamento dell’impianto e, più in generale, avrebbe posto in essere ripetute, aggressive e denigratorie azioni di disturbo (sollecitando la presentazione di denunce in relazione a presunte emissioni di rumori, odori e polveri, richiedendo ispezioni da parte delle autorità competenti, seguendo i camion dei clienti in uscita dall’impianto e divulgandone i video, pubblicando via internet notizie denigratorie e diffamanti)».

Niente di tutto questo per il Comitato, rappresentato e difeso dagli avvocati Luca Tirapelle e Daniele Giacomazzi, che ha sempre sostenuto la legittimità e la non lesività delle attività svolte, «consistenti nello svolgimento di campagne informative e di sensibilizzazione a tutela di interessi diffusi e nell’esercizio dei diritti costituzionali di cronaca e di critica, di tutela della salute, dell’ambiente e della libertà di associazione».

E questo anche secondo la Sentenza del Giudice che nel merito, ritiene la domanda infondata e va, quindi, rigettata.

«A breve – conclude il consigliere delegato del Comitato – conosceremo se la società Superbeton SpA proporrà appello verso la Sentenza di I grado». Quello che è certo è che l’azienda ha già espresso la volontà di andarsene da Montorio.