Spuntano i primi esposti nei comandi della Guardia di Finanza di Bologna, Torino e Corsico nel milanese, per Lyoness, la comunità dello shopping con sede a San Martino Buon Albergo. Tra i sospetti dell’Autorià garante della concorrenza e del mercato, che ha condannato l’azienda a pagare 3,2 milioni di euro, il sistema di promozione utilizzato per diffondere fra i consumatori una formula di acquisto di beni con cashback (cioè con la restituzione di una percentuale del denaro speso presso gli esercenti convenzionati). Il sistema, secondo l’Authority sarebbe “scorretto in quanto integra un sistema dalle caratteristiche piramidali” (fattispecie annoverata dal Codice del Consumo tra le pratiche commerciali in ogni caso ingannevoli”). Ma Lyoness si difende con un comunicato stampa, nel quale spiega che “non è un sistema piramidale, in quanto non si regge sull’ingresso di nuovi aderenti e garantisce agli stessi e alle aziende convenzionate vantaggi economici reali”. Oggi tuttavia sarebbero a centinaia i cittadini che si sono rivolti all’azienda di consulenze legali “Studio 3A Valore” per rivendicare i propri diritti e chiedere la restituzione delle somme investite in Lyoness, e il caso sarà portato a breve nel Tribunale di Verona.

La shopping community

E’ una pratica che consiste nel promuovere, tramite il web ed eventi vari, l’adesione ad un programma di diffusione di una formula di acquisti in cashback mediante un sistema di multilevel marketing basato sul coinvolgimento di un numero sempre maggiore di consumatori, a cui si prospetta un notevole ritorno economico conseguibile con vari percorsi.

L’acquisto con il cashback prevede che essi si registrino dal portale del professionista, ricevano una card per gli acquisti necessaria a conseguire uno sconto e ottengano l’attribuzione di shopping point, e invitino nuovi consumatori a registrarsi e tesserarsi, assicurandosi lo 0,5 per cento di bonus amicizia (diretto) sui loro acquisti e lo 0,5 per cento (indiretto) sugli acquisti dei consumatori tesserati “arruolati” a loro volta dai propri segnalati. Il meccanismo viene presentato come in grado di far ottenere facili e rapidi guadagni fino all’indipendenza economica.

Si tratta di un metodo diffuso in tutto il mondo. L’Agcm ha constatato che il cashback e la relativa possibilità di ottenere uno sconto differito sugli acquisti costituisce in realtà solo un aspetto secondario dell’attività di Lyoness, un sesto dei ricavi complessivi. La maggior parte si reggerebbe, invece, sulle quote richieste per oltrepassare la barriera di semplici tesserati e avviare una propria carriera all’interno della catena. Ciò sarebbe possibile solo accumulando un numero elevato di shopping points, di fatto irrealizzabile, secondo l’Agcm, mediante meri acquisti di prodotti, ma solo con versamenti di somme di denaro.

La reazione di Lyoness

“Il nostro modello di attività prevede che chiunque si iscriva, gratuitamente, al programma Cashback World possa ottenere, per ogni acquisto effettuato presso i punti vendita convenzionati, un rimborso di parte del prezzo pagato nonché punti bonus in grado di generare ulteriori vantaggi.
Nella shopping community sono ad oggi presenti quasi 2 milioni di soggetti aderenti e sono oltre 28.000 le aziende convenzionate sul territorio italiano, spesso medio-piccole: tutti godono dei vantaggi in cashback.
Alle imprese medio-piccole si aggiungono anche grandi aziende tra le quali insegne della GDO e del settore carburanti, nonché oltre 700 player online.

Il sistema Lyoness non è uno schema piramidale: non si regge sull’ingresso di nuovi aderenti (condizione questa che sarebbe necessaria per farne uno schema piramidale) e come detto garantisce ai suoi aderenti e alle aziende convenzionate vantaggi economici reali e importanti. L’acquisto dei Discount Voucher, sui quali si è appuntata l’attenzione dell’Autorità, non è mai stato un requisito per l’ingresso nel sistema, da una parte e, dall’altra, non è fatto a perdere ma ha rappresentato solo l’anticipazione dei benefici che il soggetto partecipante riceve successivamente dalla sua partecipazione al sistema. Lyoness ha messo a punto su scala mondiale alcune modifiche che assicurino la massima trasparenza ed evitino che qualche isolato marketer possa investirvi irrazionalmente – contravvenendo alle indicazioni di Lyoness stessa – prima ancora di poterne ritrarre almeno una congrua parte dei benefici assicurati dal sistema stesso.
Poiché Lyoness non concorda assolutamente con la posizione assunta dall’Autorità, e in particolare con la qualifica di piramidale attribuita al sistema, ha presentato ricorso contro la decisione per far valere le nostre ragioni e dimostrare l’infondatezza delle censure mosse nei nostri confronti.”

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