Caso Fb, scritte d’odio sulla sede di Casapound

Le scritte che si leggono in foto sono apparse davanti al Polo Zanotto, Università di Verona, sul muro de Il Mastino, il “locale” aperto da Casapound a Veronetta. A darne notizia il circolo Pink di via Cantarane che scrive in una nota «senza Facebook hanno perso, per ora e si spera per sempre, il principale mezzo di diffusione dei loro messaggi di odio».

Sempre sul tema interviene anche un’altra voce della sinistra cittadina Assemblea 17 Dicembre che in una nota affida il suo pensiero in merito alla chiusura dei profili Fb di Casapound puntando il dito anche a quello che succede offline, tra i corridoi della politica, «Elena Donazzan, ad esempio, che sedeva come relatrice assieme a Stefano Bertacco al raduno nazionale di Casa Pound, si è dichiarata offesa da un post nel quale compariva con una svastica in fronte, scrivendo a sua volta su Facebook, evidentemente paragonandosi e riconoscendosi in esse, che il trattamento riservato alle donne riconosciute come colluse del regime fascista, venivano rasate per essere esposte al pubblico disprezzo.
Puntualizzando che i ruoli ricoperti da Donazzan e Bertacco sono rispettivamente di assessore alla Regione Veneto all’Istruzione e di assessore all’Istruzione del Comune di Verona, viene da chiedersi se la faziosità con la quale Elena Donazzan ripercorre la storia non sia in antitesi con la sua carica istituzionale».

Intanto Casapound ha annunciato che farà causa a Facebook con una Class action, raccogliendo tutte le richieste per danni avanzate dalle migliaia di persone che hanno visto le proprie pagine di interesse lavorativo cancellate.

 

 

 

 

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