Sono questi i motivi che hanno spinto i consiglieri comunali di Lega Nord Andrea Macario Velardi e Anna Grassi ad avanzare una mozione di condanna verso «i messaggi di odio e violenza del writer “Cibo”», come si legge nel titolo del documento.

Secondo il presidente della Commissione politiche giovanili Velardi, le dichiarazioni del writer veronese, anche durante le interviste rilasciate per i canali nazionali, avrebbero infangato l’immagine di Verona, rappresentandola come una città chiusa e pericolosa.

Anche Tosi si era espresso in merito alla vicenda “Cibo” una settimana fa, definendola come un «esempio di doppia morale della sinistra».

Pier Paolo Spinazzè, vero nome di “Cibo”, dal canto suo, ha definito le critiche rivoltegli come «una vera e propria macchina del fango» che ha estrapolato le frasi pubblicate sui suoi social anni addietro senza tener conto del contesto: per citare un esempio, Spinazzè ha ripreso nel video i post definiti “antisemiti”, sottolineando prima la differenza sussistente fra “antisemitismo” e “antisionismo” e, quindi, spiegando di averli scritti per esprimere una posizione contraria allo Stato di Israele e non al popolo ebraico, come invece sarebbe stato interpretato da chi lo accusa di essere un “odiatore”.

Il writer ha poi chiesto scusa, ammettendo di vergognarsi per quanto pubblicato, e ha concluso il videomessaggio invitando gli ascoltatori a discernere fra la persona e l’artista: «Perché Pier sarà anche uno str…., ma giù le mani da Cibo».

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.