«Non c’entra più il calcio», le reazioni al caso Balotelli

Mario Balotelli ha espresso via Instagram il proprio pensiero dopo l'esplosione del caso sui cori allo stadio. Numerose le reazioni politiche.

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«Qua amici miei non c’entra più il calcio, state facendo riferimento a situazioni sociali e storiche più grandi di voi, piccoli esseri. Qua state impazzendo ignoranti… Siete la rovina. Però quando Mario faceva, e vi garantisco farà ancora gol per l’Italia vi stava bene vero? Le persone così vanno “radiate” dalla società, non solo dal calcio. Basta mandare giù ora, basta lasciare star».

Con queste parole Mario Balotelli ha espresso via Instagram il proprio pensiero dopo l’esplosione del caso sui cori allo stadio Bentegodi.

«Erano venti a far buuh e ululati razzisti, il resto della curva veronese applaudiva invece Balotelli»: fonti della procura Figc riferiscono all’Ansa, oltre che al giudice sportivo incaricato di prendere una decisione sull’episodio, la percezione avuta della contestazione discriminatoria nei confronti dell’attaccante del Brescia da parte di un gruppo di tifosi del Verona, ieri a Bentegodi.

I due allenatori, Ivan Juric ed Eugenio Corini (quest’ultimo esonerato poi questa mattina, per la cronaca sportiva), hanno dichiarato di non aver sentito alcun coro razzista. Sulla stessa linea il sindaco Federico Sboarina: «Allo stadio c’ero e non ho sentito alcun insulto razzista», ha dichiarato. Secondo il primo cittadino, Balotelli «senza alcun motivo ha avviato una gogna mediatica su una tifoseria e una città. Condanno in maniera decisa ogni forma di razzismo, da perseguire senza mezzi termini termini, ma sono altrettanto fermo contro coloro che strumentalmente costruiscono sul nulla una falsa immagine di Verona e dei veronesi».

Sul caso è intervenuto anche il coordinatore per il nord Italia di Forza Nuova Luca Castellini, che ha chiarito di parlare come esponente forzanovista e non come “capo curva”. Balotelli «è italiano perché ha la cittadinanza italiana – ha detto Castellini a Radio Cafè –, ma non potrà mai essere del tutto italiano».

«Abbiamo un negro in squadra (Eddie Salcedo), che ha segnato ieri, e tutta Verona lo ha applaudito» ha aggiunto Castellini. «Ci sono problemi a dire la parola negro? Mi viene a prendere la Commissione Segre perché chiamo uno negro?».

Liliana Segre

Parole che non sono state ignorate proprio dalla senatrice a vita Liliana Segre. «Ancora guardano i colori delle persone?», la sua reazione. La senatrice ne ha parlato a margine di un incontro all’Università Statale di Milano, riporta l’Ansa.

Il ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora (Movimento 5 Stelle) ha chiesto alla società calcistica Hellas Verona di condannare quanto avvenuto. Il presidente Maurizio Setti in una nota ha però ribadito: «Confermo che noi non abbiamo percepito nulla. Sono arrivato a Verona 8 anni fa e ho subito potuto vedere come i tifosi veronesi siano sì ironici ma assolutamente non razzisti». Setti ha poi aggiunto «Balotelli l’ho incontrato e mi sono scusato nell’eventualità che qualcuno gli possa aver detto qualcosa».

Non esclude l’eventualità di parole offensive, quindi, il numero uno dell’Hellas. Il ministro Spadafora sul tema è stato chiaro: «Troppo spesso le Società calcistiche hanno minimizzato e difeso – per ignavia, connivenza o timore – le frange estreme delle proprie tifoserie. Negli ultimi mesi qualcosa sta cambiando, ma ancora i passi da fare sono molti. In attesa che gli organi competenti svolgano gli accertamenti previsti chiedo all’Hellas Verona di condannare fermamente quanto avvenuto e prendere i necessari provvedimenti, anche alla luce delle dichiarazioni del suo capo ultrà, che non si addicono di certo a chi dovrebbe avere l’onere e l’onore di guidare una tifoseria». Il riferimento alle dichiarazioni di Luca Castellini.

«Chiedo anche al sindaco di Verona – ha aggiunto Spadafora –, che ha negato che ieri ci siano stati cori razzisti e incolpato il giocatore Balotelli di aver avviato una gogna mediatica contro la città, di rivedere i filmati e prendere le distanze da quei cori, proprio a tutela della comunità cittadina che rappresenta. La battaglia contro il razzismo, nello sport e nella società, deve essere ferma e condivisa».

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Il prefetto di Verona Donato Cafagna

Anche il prefetto di Verona, Donato Cafagna, si è espresso sul caso. «Il nostro obiettivo è quello di individuare i pochi che macchiano il comportamento dei tanti, vanno individuati e sanzionati come previsto con i Daspo», le sue parole riportate dal quotidiano L’Arena. «Questi individui vanno allontanati dagli stadi».

Sul caso si è espresso anche Damiano Tommasi, presidente Aic e veronese. «Inutile girarci intorno: se qualcuno fa il verso della scimmia a un giocatore perché è di colore, quello è razzismo: sento troppi “sì ma”. E anche se sono solo due, sono troppi».

«Non è il caso Balotelli, e neanche il caso Verona – ha detto Tommasi all’Ansa – Pochi sanno che il patrono, San Zeno, è un vescovo di colore, e che qui sono nati i comboniani attivi in Africa. Razzista non è una città, ma i comportamenti sì, quelli sono razzisti».

«Le dichiarazioni a Radio Cafè di Luca Castellini, uno dei capi degli ultras veronesi nonché capo del movimento di estrema destra Forza Nuova, sono inaccettabili» mettono in chiaro i membri del gruppo consiliare comunale del Pd Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

«Il Sindaco prenda la distanze e condanni chi, come Castellini, scredita la città e il calcio veronese con parole d’odio e di discriminazione. Sboarina non nasconda la testa sotto alla sabbia: sette, dieci o quindici che siano, i tifosi razzisti vanno isolati e condannati perché con il loro comportamento gettano fango sull’intera città e creano le condizioni culturali per crimini veri e propri. Abbandonando ogni pudore, e affermando che una persona con la pelle scura non potrà mai essere cittadino italiano a pieno titolo, Castellini mette Sboarina davanti ad un bivio: il Sindaco sta con chi professa queste idee suprematiste o sta con lo stato di diritto democratico?».

«Il capo della tifoseria dell’Hellas Verona è chiaramente un provocatore è non può parlare né per la città né per i supporter della squadra» ha dichiarato la deputata M5S e presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, Francesca Businarolo in merito alle parole di Luca Castellini.

«Le sue parole sono indegne, perciò mi chiedo: alla società sta bene che una persona del genere, esponente politico del movimento estremista Forza Nuova si erga a rappresentante anche di una sola frazione della tifoseria?» continua Businarolo. «Quanto a quello che è successo in campo nella giornata di sabato, spetterà alla giustizia sportiva fare chiarezza. Di certo questo intervento del tutto inaccettabile ha solo peggiorato le cose».

Diego Zardini
Diego Zardini

«Piena solidarietà a Mario Balotelli» espressa dal deputato Pd Diego Zardini. «Verona ieri ha fatto una pessima figura per colpa di pochi scemi. Per quanto minoritarie, queste frange di tifo sono rumorose e in grado di catalizzare l’attenzione. Anche da tifoso storico dell’Hellas chiedo alla società di intervenire e di recidere qualsiasi rapporto con i razzisti. Sono certo inoltre che le forze dell’ordine abbiano gli strumenti per individuare chi compie reati all’interno dello stadio e di prendere provvedimenti nei loro confronti».

«La città non è razzista, ma negare l’evidenza di quanto accaduto non aiuta a risolvere il problema dell’estremismo e dobbiamo ammettere che c’è una parte di tifosi che è razzista» continua Zardini. «C’è un problema culturale grande quanto un palazzo nel calcio italiano e credo che la responsabilità di agire sia di tutti: istituzioni, forze dell’ordine, ma anche delle società calcistiche e degli stessi tifosi. Tutti devono contribuire a debellare comportamenti che rendono tanto arretrato il calcio in Italia».

Paolo Paternoster

Di altra opinione è l’onorevole leghista Paolo Paternoster. «Ieri, al Bentegodi, non è successo proprio niente, se non semplici fischi e semplici sfottò come accade ogni domenica non solo in ogni campo di calcio ma anche durante match di altri sport».

«Basta criminalizzare la nostra tifoseria è la nostra città: noi Veronesi siamo gente perbene, che fa della accoglienza, della solidarietà e dell’altruismo valori del nostro essere. Piuttosto, suggerisco a chi di dovere di squalificare subito il signor Balotelli in quanto, senza alcun motivo, ha interrotto il gioco, raccolto il pallone con le mani scagliandolo violentemente contro il pubblico veronese. Se non venissero presi i dovuti provvedimenti, a questo punto ogni professionista preso di mira dal pubblico potrebbe ripetere la stessa sceneggiata, creando un precedente gravissimo».

«Le vergognose parole di Luca Castellini confermano che purtroppo non si può abbassare la guardia, il razzismo e l’intolleranza non possono essere tollerati» dichiara la deputata veneta di Italia Viva Sara Moretto. «Quelle parole non rappresentano una regione grande e accogliente come il Veneto, non rappresentano Verona. Razzismo e xenofobia – sottolinea – serpeggiano nella società e, cosa ancor più grave, appartengono anche a chi, da capo ultrà con una presenza continua negli stadi e vicino ai giovani, dovrebbe essere impegnato a diffondere i valori positivi dello sport».

«Sfidare oggi la commissione Segre – conclude Moretto – significa sfidare le istituzioni dando uno schiaffo al dolore e alla storia».

Tommaso Ferrari
Tommaso Ferrari

Su questa linea anche Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Verona Civica-Traguardi. «Ennesima conferma. Il sindaco parla solo quando la sua squadra del cuore è nella bufera. I suoi interventi o sono a difesa della tifoseria dell’Hellas o semplicemente non sono. Il fatto grave è che Federico Sboarina senta sempre l’urgenza di spendersi, nella sua veste istituzionale, per difendere i tifosi ma mai per condannarli».

«Su quanto accaduto ieri allo stadio deciderà la giustizia sportiva, ma le dichiarazioni del capo ultras del Hellas Luca Castellini confermano una cosa che per noi è chiara da tempo: Verona e il suo calcio non sono in toto razzisti, ma indubbiamente una parte nella tifoseria sì, e da quest’ultima l’amministrazione dovrebbe prendere le distanze invece che andarci in giro assieme. “Non ho sentito alcun insulto razzista” il sindaco di Verona invece asseconda il suo elettorato come se non fosse seduto a Palazzo Barbieri ma in Curva Sud. Non è la prima volta: Hellas in Serie A? Ecco che Sboarina celebra la vittoria come se la città non avesse altre priorità».

«I polmoni verdi promessi e cancellati dal cemento di altri 1200 mq di commerciale allo Stadio – continua il leader di Traguardi Verona –, l’inquinamento liquidato con qualche sporadico Mobility Day, le municipalizzate che rimangono il terreno di duelli di poltrone e di quell’in house controproducente. Sono questi i veri capitoli sui quali attendiamo ancora, come cittadini, una risposta degna di questo nome dal sindaco di Verona».

«Verona è ancora una volta al centro della cronaca, accusata di xenofobia» dice Patrizia Bisinella capo gruppo di Fare Verona in consiglio Comunale. «È grave e triste che una delle più belle città d’Italia, meta di milioni di turisti da ogni parte del mondo, finisca su giornali e TV non per i suoi monumenti, ma per pochi facinorosi che scambiano la goliardia con la xenofobia. Che in questo caso Balotelli sia stato insultato o meno per il colore della sua pelle, conta poco. Ciò che conta è ribadire che Verona si dissocia da chi faccia del razzismo il suo stile di vita e da chiunque si diverta, anche solo per leggerezza o superficialità, a intonare cori offensivi nei confronti di altre persone».

Più volte tirato in ballo, il sindaco Sboarina non cambia posizione. «Sembra che la sentenza sia già stata scritta. È oggettivamente inaccettabile quello che sta succedendo alla nostra città». Lo ha detto oggi all’Ansa tornando sul caso. «Ribadisco – afferma Sboarina – ieri ero allo stadio e quando Balotelli ha calciato via la palla la sensazione di tutti è stata di stupore. Nessuno riusciva a spiegarsi perché».

«Quindi – aggiunge – non può esistere che da un presupposto che non esiste, perché allo stadio non ci sono stati cori razzisti, venga messa alla gogna una tifoseria e una città».