Bilancio comunale e fondi statali, Sboarina: «Da Governo solo propaganda»

Ieri il sindaco ha incontrato i rappresentanti di Pd, Lega e Fratelli d'Italia per parlare della ripartizione del Fondo di Solidarietà che impone al Comune di Verona 2,2 milioni di trasferimenti in meno rispetto all'anno scorso.

coronavirus a verona sboarina rassicura test droga scuole verona

Il sindaco Federico Sboarina ha incontrato, ieri pomeriggio a palazzo Barbieri, i deputati veronesi Alessia Rotta, Stefano Bertacco e Paolo Tosato, come rappresentanti dei rispettivi partiti nazionali (Partito Democratico, Fratelli d’Italia e Lega). Al centro dell’incontro il nuovo calcolo per la ripartizione del Fondo di Solidarietà che impone al Comune di Verona 2,2 milioni di minori trasferimenti rispetto all’anno scorso. Alla riunione ha partecipato telefonicamente Antonio Decaro, presidente di Anci nazionale e sindaco di Bari, che ha confermato la disponibilità nelle legge di Bilancio di ulteriori fondi da utilizzare come compensazione per i tagli subiti.

«Il governo continua a fare solo propaganda – ha detto il sindaco Sboarina –. La notizia dei fondi disponibili è uno zuccherino dato a chi ha la pancia vuota. Solo una piccolissima percentuale di quella somma, infatti, tornerà ai Comuni come ristoro, tanto che noi otterremo da questo fondo al massimo 350 mila euro, rispetto ai 2,2 milioni che ci hanno tolto. Continuerò a lavorare perché è assolutamente inaccettabile una simile decurtazione. Il mio obiettivo è difendere fino all’ultimo le casse dei veronesi, per far tornare qui il più possibile dei nostri soldi».

«Invece di fare proclami e annunci – hanno ribadito gli onorevoli Bertacco e Tosato – il governo deve restituire in toto i soldi a Verona. È inaccettabile che siano sempre i Comuni virtuosi quelli danneggiati e colpiti, rispetto a quelli meno virtuosi».

Per quanto riguarda, invece, il bilancio comunale, il sindaco ha risposto ai consiglieri Pd. Diversamente da quanto sostengono i consiglieri, le spese correnti per le attività culturali sono invariate, pari a 6,5 milioni di euro. Mentre quelle destinate esclusivamente ai musei sono addirittura cresciute di 700 mila euro, e passano da 13,8 milioni dell’anno scorso a 14,5 milioni di quest’anno. Le spese correnti a favore delle Politiche giovanili rimangono invariate e quelle per la tutela e il recupero ambientale crescono di 100 mila: ora superano 1,6 milioni. La spesa per le famiglie rimane costante e pari a 1,3 milioni.

«Nemmeno a livello locale, – ha aggiunto Sboarina – il Pd sa fare i conti e leggere un bilancio. Per il terzo anno consecutivo i consiglieri commettono l’errore di sommare spese correnti e spese in conto capitale, dimostrando di non avere ancora capito come si forma un bilancio comunale. Vero e proprio analfabetismo contabile. Sparare numeri a caso è roba da irresponsabili. Ma basterebbe anche solo un po’ di buon senso, come ad esempio sul tema dei tributi comunali. Siccome è notorio che le aliquote per i cittadini non le abbiamo aumentate, essendo rimaste invariate, le maggiori entrate derivano dalla lotta all’evasione che prima non si faceva. Dappertutto il Pd reclama il rispetto della legalità, tranne che a Verona? Lo stesso vale per le multe del codice della strada: i consiglieri dovrebbero sapere che nel bilancio preventivo si mettono sempre i numeri maggiorati rispetto al dato storico perché c’è sempre un fisiologico aumento dei frequentatori della città. – continua il sindaco – Ad essere sanzionati, infatti, non sono solo i veronesi ma chiunque venga in auto e i numeri dei visitatori parlano chiaro. La vera fanfaronata viene, però, dalla voce dei trasferimenti statali. Vero che sono cresciuti di 200 mila euro, ma sono quelli specifici per servizi delegati. Crolla invece di 2,2 milioni il trasferimento del Fondo di solidarietà comunale. Come si fa a dire che da Roma arrivano gli stessi soldi? Analoga propaganda sui presunti tagli che il Comune avrebbe fatto su cultura, politiche giovanili, famiglia e ambiente. La spesa corrente è rimasta invariata. I numeri sparati a caso dal Pd sono il frutto quindi di somme fatte a casaccio fra voci diverse fra loro. In conclusione, fandonie a volontà».