Amedeo e Arturo Alberti fra i nuovi Cavalieri

Sono state consegnate ieri durante una cerimonia ai Palazzi Scaligeri 33 onorificenze dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Fra i cavalieri anche padre e figlio, Amedeo e Arturo Alberti, quest'ultimo sindaco di Grezzana.

Amedeo Alberti cavaliere
Il prefetto Donato Cafagna con Amedeo e Arturo Alberti

Sono state consegnate ieri durante una cerimonia ai Palazzi Scaligeri 33 onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Si tratta di cittadini che si sono distinti nel servizio reso alla comunità, in campo sociale o lavorativo. Fra i cavalieri anche padre e figlio, Amedeo e Arturo Alberti, quest’ultimo sindaco di Grezzana.

«Proprio questo è stato l’aspetto più emozionante. Ho accompagnato mio padre davanti al Prefetto in qualità di sindaco e poi sono stato a mia volta insignito di questa onirificenza» racconta Arturo Alberti.

«Onorificenza molto meno meritata rispetto a lui» tiene a precisare il sindaco di Grezzana, che abbiamo raggiunto al telefono. «Ha iniziato a fare qualcosa per il sociale molto prima di me, e ha iniziato l’attività imprenditoriale di famiglia molto prima di me e dei miei fratelli, noi abbiamo trovato la strada già segnata».

L’azienda di famiglia è la Alberti Lamiere, a Lugo di Grezzana. «Mio padre arrivò negli anni ’50 in queste zone, all’epoca depresse, e negli anni ha creato un’azienda che è arrivata a occupare anche 80 persone».

Un’idea di impresa ben precisa, legata a valori di comunità e solidarietà. «Ci ha sempre fatto passare l’idea che l’azienda non si chiude con il portone d’uscita. Le aziende sono parte integrante del territorio e anche lui è sempre stato molto attivo nell’incentivare attività per i giovani e la parrocchia, soprattutto attraverso lo sport».

Le parole di Arturo Alberti, il giorno dopo la cerimonia, faticano a descrivere l’impegno e le attività costruite negli anni. «Il suo stile è di fare, e non gli interessa farsi troppa pubblicità».

Ciò non toglie nulla all’orgoglio per questo riconoscimento. «Mio nonno ha partecipato alla seconda guerra mondiale e alla ricostruzione dell’Italia. Mio padre ha sempre sentito vicini i valori dello Stato italiano».

Lo Stato, però, ieri ha voluto riconoscere questo impegno. «Anche lui era molto emozionato, non è abituato ad avere questo tipo di riconoscenze. Sempre abituato a dare, senza aspettarsi particolari ritorni. Essere sul campo, attivi, è già una soddisfazione».

Uno spirito, anche di servizio, passato di padre in figlio, tanto che Arturo è ora sindaco. «Ci ha sempre fatto capire che non siamo gli unici a vivere in paese: facciamo parte di una comunità e dobbiamo portare qualcosa di nostro».