Agsm, Pd e Traguardi contro l’amministrazione: «Manca una visione industriale»

La guerra dei retroscena su Agsm prosegue. Protagonisti dell'ultimo attacco i consiglieri comunali del gruppo Pd Verona Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani a tenaglia con Tommaso Ferrari di Verona Civica -Traguardi, che nelle rispettive note stampa criticano la mancanza di una visione industriale nella gestione della partecipata veronese.

La guerra dei retroscena su Agsm prosegue. Protagonisti dell’ultimo attacco i consiglieri comunali del gruppo Pd Verona Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani a tenaglia con Tommaso Ferrari di Verona Civica -Traguardi, che nelle rispettive note stampa criticano la mancanza di una visione industriale nella gestione della partecipata veronese.

Dopo il duello a distanza sui rispettivi profili social di Venturi (6 Luglio) e Croce (in risposta, 8 luglio) sui numeri di Agsm, preceduto dalla riunione “carbonara” nella sede di A2A agli inizi di giugno, le due formazioni politiche cercano di rimettere sotto i riflettori una situazione sempre più nebulosa.

«Sono anni che la pluri-annunciata fusione Agsm-Aim viene rimandata per resistenze di vario tipo – esordisce la nota dei tre consiglieri Pd – Vuoi vedere che lo stallo perdurante sul tema delle alleanze dipende da una questione di poltrone e di ricollocazione di ceto politico?
Agsm controlla direttamente 15 società che a loro volta ne controllano altre 9 per un totale di 25 aziende, senza contare le società di terzo o quarto livello.»

«Qui trovano posto e sostegno economico almeno 100 amministratori non sempre scelti per capacità e curriculum professionale, anzi, è purtroppo una consuetudine radicata distribuire i posti dei consigli di amministrazione a politici di professione spesso a titolo di risarcimento elettorale o di prebenda. Se fosse così, se il problema fosse di ricollocazione di ceto politico, significherebbe condannare Agsm ad un lenta e letale agonia.» prosegue il comunicato

Dopo 6 anni di tentativi infruttuosi di alleanza è ormai chiaro che il livello interprovinciale è insufficiente a garantire la sopravvivenza della nostra azienda sul libero mercato del gas e dell’energia elettrica.

«Serve dunque una politica lungimirante, in grado di andare oltre all’interesse immediato di qualche decina di politici di professione per garantire sul lungo periodo servizi efficienti al territorio» concludono i tre.

Dello stesso tenore il comunicato di Tommaso Ferrari, che evidenzia la fragilità dell’attuale maggioranza a fronte dello scontro tra Lega e sindaco.

«Lega contro Sboarina su Agsm: ennesima prova della fragilità di una maggioranza che occupa poltrone e glissa sui contenuti. Un dibattito che sa pochissimo di visione industriale e che invece pare avere tutte le fattezze dell’ennesima lotta politica. A questo ci siamo abituati, ma quello che spaventa è la variabile tempo: 2 anni di amministrazione e ancora si assiste a divisioni profonde. Dove andare? Partner industriale sì, no, forse. In house di Amia, perché no? Fusione con Aim, chissà?»  insiste il consigliere.

«Mentre Verona se la prende comoda – scrive ancora Ferrari – Hera vince Ascopiave e il mondo industriale, là fuori, va veloce. Sboarina e i suoi non capiscono, forse, che senza visione non si tiene in standby un’azienda, ma si scrive la sua fine. Tra i due litiganti il terzo gode. E il terzo in questa partita è qualsiasi competitor con un minimo di strategia industriale in più di Agsm».