Agsm e Amia, «basta temporeggiare e tamponare, serve una soluzione industriale»

Il gruppo consiliare comunale Pd Verona e Verona Civica - Traguardi sono intervenuti sul tema delle aggregazioni che riguarda Agsm, Aim e Amia. «La conclusione delle partite aperte non è più rinviabile».

Il gruppo consiliare comunale del Pd di Verona e quello di Verona Civica – Traguardi intervengono sul tema delle aggregazioni, che negli ultimi mesi ha riguardato Agsm e Aim nella prospettiva di creare una «Multiutility del Veneto» per reggere la crescente competizione nel mercato. Già a fine giugno, in seguito all’esito negativo con Ascopiave, il gruppo aveva chiesto chiarezza «per la situazione di stallo in cui versa Agsm» e sottolineato come l’unica intesa praticabile fosse proprio con Aim Vicenza, con cui ora si sta svolgendo una trattativa di fusione, a cui parrebbe essere interessata anche A2A.

«Vogliamo evitare la caciara politica – afferma il Segretario Pd Luigi Ugoli – perché quando parliamo di A2A o di Dolomiti Energia, Iren, Hera o Eni non guardiamo a chi governa il Comune di Milano, quello di Trento o Bologna, la Regione Lombardia o il Trentino Alto Adige. Diciamo soltanto che dopo decenni di inconcludenti ragionamenti sullo sviluppo della nostra principale multiutility, è venuto il momento di decidere».

«La sola alleanza con Vicenza non sarà sufficiente a renderci forti sul mercato – aggiunge Ugoli – inoltre la città è alle soglie di un’emergenza rifiuti, certificata anche dall’ultimo decreto con cui il Presidente della Regione ha prolungato di altri tre mesi il permesso di usufruire della discarica tattica di Sant’Urbano».

Il gruppo consiliare sostiene che «per Agsm e Amia serve una soluzione industriale in grado di rimettere le nostre aziende nelle condizioni di continuare a svolgere i loro compiti a servizio della comunità veronese. Che si tratti di collaborazioni, alleanze o fusioni, i passi da compiere dovranno metterci in grado di supplirvi e allo stesso tempo farci guadagnare peso specifico per essere competitivi nel mercato del gas e dell’energia».

«Basta temporeggiare e tamponare – concludono i consiglieri – la conclusione delle partite aperte ormai da decenni non è più rinviabile, Verona ne uscirà bene soltanto se sul consueto calcolo delle poltrone prevarrà la trasparenza e l’interesse generale della città».

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