Riforma Ipab, le sigle sindacali venete non mollano

Anche oggi le sigle di pensionati, funzione pubblica e servizi di Cgil Cisl e Uil del Veneto hanno dato vita a un presidio, il quarto, davanti al Consiglio regionale del Veneto.

Ancora lì, fino a quando non si apriranno le porte della Regione per affrontare un tema, quello della riforma Ipab, atteso da quasi vent’anni. Anche oggi, infatti, le sigle di pensionati, funzione pubblica e servizi di Cgil Cisl e Uil del Veneto hanno dato vita a un presidio, il quarto, davanti al Consiglio regionale.

L’obiettivo dei manifestanti, come dicevamo, è continuare a fare pressione affinché venga approvata la riforma dell’Istituto pubblico di assistenza e beneficenza entro questa legislatura.

Riforma che si attende da 19 anni come applicazione di una legge nazionale del 2000: il Veneto (insieme alla Sicilia) è l’unica regione a non averla fatta lasciando decadere nel frattempo 12 disegni di legge regionale, il 13esimo (a firma niente meno che di Zaia) è fermo in V commissione dal 2015.

Finora la Regione ha sempre rifiutato di incontrare i sindacati, mentre nell’ultimo presidio del 25 giugno una delegazione è stata ricevuta dai consiglieri di minoranza.

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