Le proposte delle regioni sulla carenza di medici

Sulla questione della carenza di medici «abbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso» ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. «La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56mila medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il documento di oggi venga preso in ampia considerazione dal…

Sulla questione della carenza di medici «abbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso» ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. «La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56mila medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il documento di oggi venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili».

Zaia oggi a Roma, affiancato dall’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – ha partecipato alla riunione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, incentrata sul problema della carenza di medici.

«Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto».

«Il documento delle Regioni si compone di ben 16 punti, precisi e articolati, ai quali come Veneto abbiamo dato un cospicuo contributo di idee e proposte. Tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato».

«Con le iniziative della Giunta veneta, caratterizzate da delibere e azioni concrete – ha detto la Lanzarin – ci siamo mossi da tempo per affrontare l’emergenza nei limiti del possibile, anche attraverso un tavolo con le Università e gli Ordini dei Medici. Ora è molto importante che tutte le Regioni abbiano definito una posizione comune, che ci darà più forza nel rapporto con il Governo, perché è evidente che ancora manca un intervento nazionale che sostenga e accompagni i nostri sforzi. Questa ora rappresenta sicuramente una delle emergenze principali delle Regioni per riuscire a garantire i servizi e mantenere i Livelli Essenziali di Assistenza».

Il Documento di oggi, dal titolo “Proposte Riguardanti la Carenza di Medici Specialisti e la Valorizzazione delle Professioni Sanitarie non Dirigenziali” si compone di una premessa e di sedici punti, specifici e ampiamente argomentati, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento:

• Interventi inerenti l’Accesso al Lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
• Interventi per rendere la Formazione più Vicina alle Mutate Esigenze del SSN.
• Interventi per Valorizzare e Rendere Maggiormente Attrattivo il lavoro all’Interno del SSN.
• Interventi per Migliorare la Programmazione Futura dei Professionisti del SSN.
• Interventi di Armonizzazione agli Standard e ai riferimenti Europei in Materia di Tempi e Funzioni.

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