Strage di Bologna, dopo 39 anni si cercano ancora risposte

Oggi a Bologna si tiene la commemorazione delle vittime della strage avvenuta il 2 agosto 1980 in stazione Centrale. Il ministro Bonafede: «Mancano ancora tasselli - ha detto - la magistratura è al lavoro».

strage bologna

Erano le 10.25 di un sabato 2 agosto 1980 afoso a Bologna, quando la stazione Centrale venne squarciata prima da un boato e poi da una violenta esplosione. L’edificio si aprì e i detriti distrussero tutto ciò che lo circondava: la sala d’aspetto di seconda classe, un ristorante e alcuni uffici. La conta dei cadaveri, alla fine dell’inferno, è di 85 morti. I feriti sono circa 200. E oggi, a 39 anni da quella che è stata la strage più sanguinaria d’Italia, ancora si cercano risposte.

Stamattina il corteo in ricordo delle vittime dell’attentato è stato aperto per la prima volta dall’autobus numero 37, che fu utilizzato per trasportare i cadaveri in obitorio.

La manifestazione è partita dal Comune e come tutti gli anni raggiungerà il piazzale della stazione per i discorsi ufficiali e il minuto di silenzio. «Il tempo tempo del silenzio è finito, ci stiamo muovendo finalmente tutti nella stessa direzione». Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in Consiglio comunale a Bologna. Oggi «mancano ancora tasselli – ha detto – la magistratura è al lavoro, un lavoro delicato dopo i processi sui depistaggi, che ci costringe ancora ad una attesa ma che che ci dà la speranza di far luce finalmente su quanto accaduto senza zone d’ombra».

«Ogni anno – ha detto il sindaco Virginio Merola – aumenta la partecipazione alla cerimonia e questo dà a noi la forza per continuare a chiedere verità e giustizia. Ringrazio l’associazione delle vittime perché la ricerca della verità, insieme al lavoro della magistratura, deve molto a questa associazione e alla sua tenacia nel presentare ulteriori elementi che possano portare ad accertamento della verità».

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