Scontro Salvini – Conte. Di Maio attacca su Siri

Oggi l'incontro tra il Carroccio e le parti sociali per parlare della manovra economica. Ad illustrare il progetto della Lega sulla Flat Tax l'ex sottosegretario Armando Siri.

salvini e siri su manovra

Governo ai ferri corti sull’incontro del vicepremier della Lega, Matteo Salvini, con le parti sociali al Viminale. Il leader del Carroccio ha visto, nella sede del suo ministero, i rappresentanti di 40 sigle di sindacati e imprese per anticipare la discussione su una manovra ‘fondata sul sì’.

«Vogliamo che la manovra economica sia molto anticipata, vogliamo definirne i punti tra luglio e agosto e vogliamo raccogliere i vostri suggerimenti»: ha detto Salvini aprendo il tavolo con le parti sociali, secondo quanto riportano fonti sindacali e datoriali. «È l’inizio di un percorso, non vogliamo sostituirci al presidente del Consiglio», ha aggiunto. Quindi, ha annunciato un secondo round tra una quindicina di giorni o comunque entro l’estate.

«Vorremmo che alla riapertura dei lavori parlamentari fosse già in discussione la manovra. Se serve si lavora a luglio e agosto – ha detto ancora il vicepremier in una pausa dell’incontro – Abbiamo esposto i progetti della Lega per la prossima manovra che ruotano su due punti, un forte taglio tasse per famiglie e lavoratori dipendenti e la prosecuzione della riduzione degli oneri fiscali e burocratici per le imprese. Vogliamo una manovra economica fondata sui sì. Qualsiasi tipo di blocco non è più accettabile e non sarà più accettato», ha affermato ancora Salvini, ed ha aggiunto: «In molti lamentano lungaggini e ritardi».

Ad illustrare il progetto della Lega sulla Flat tax l’ex sottosegretario Armando Siri: «Il nostro obiettivo è la flat tax con un’unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni. Vogliamo portare al 15 per cento l’aliquota fino a 55.000 euro di reddito familiare. Ci saranno benefici per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti. Ci sarà un grande impulso ai consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. C’è l’intenzione di portare nelle tasche 12-13 miliardi di euro».

Il premier, Giuseppe Conte, va all’attacco: «Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma anticipa dettagli di quella che ritiene che debba essere la manovra economica, si entra sul terreno della scorrettezza istituzionale. Se si tratta di un vertice di partito, la presenza di Siri va bene. Se è un vertice di governo, la presenza di Siri non va bene», ha detto ancora il presidente del consiglio, commentando fuori da Palazzo Chigi la presenza dell’ex sottosegretario Siri alla riunione al Viminale.

Affondo anche del vicepremier, Luigi Di Maio: se i sindacati «vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal governo, invece che con il governo stesso, lo prendiamo come un dato. Ci comportiamo di conseguenza. Ora ho capito perché alcuni sindacati attaccano la nostra proposta sul salario minimo. Parlino pure con Siri, parlino pure con chi gli vuole proteggere le pensioni d’oro e i privilegi. Hanno fatto una scelta di campo, la facciamo pure noi! Per quanto mi riguarda, basta recite, pensiamo a governare». (Ansa)

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