Governo: si riapre il dialogo M5s-Pd

Alle 16 è iniziata la cabina di regia del Partito democratico. Segnali di distensione tra il Pd e M5s.

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Si riapre il dialogo tra i 5Stelle e i Dem, mentre con il colloquio tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e i presidenti delle Camere, Elisabetta Alberti Casellati, e Roberto Fico, parte al Quirinale il secondo giro di consultazioni per la formazione di un nuovo governo dopo le dimissioni del premier, Giuseppe Conte.

I mercati vedono l’accordo giallorosso per la formazione del nuovo governo: lo spread tra il Btp e il Bund scende a 182 punti base, segnando i minimi da un mese. Il tasso sul decennale del Tesoro scende all’1,13%, il livello più basso da settembre 2016.

Segnali di distensione, dunque, tra il Pd e M5s. «In presenza del Presidente Conte, non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso»: rilevano fonti di Palazzo Chigi.

La precisazione che Luigi Di Maio non ha mai chiesto il Viminale «mi sembra un segnale positivo» dice Andrea Marcucci. «Passi in avanti? Direi di sì», ha risposto ai cronisti arrivando al Nazareno per la cabina di regia del Pd.

«Guardiamo con apprensione quello che sta accadendo. Di certo ipotizzare che nasca un’alleanza Pd-M5S viene a pensare ad una chimera, ad una cosa quasi impossibile che non so come possa restare in piedi». Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, in merito al possibile accordo tra Di Maio e Zingaretti sulla formazione di un nuovo Governo.