Neurochirurgia Borgo Trento esclusa da accordo Covid-19, protesta dei sindacati
La UIL FPL di Verona si schiera dalla parte del personale della Neurochirurgia Terapia Intensiva 2 B dell’Ospedale Maggiore di Borgo Trento e proclama lo stato di agitazione. L’ospedale, infatti, stando al comunicato inviato dal sindacato è «rimasto escluso dall’accordo COVID-19, finanziato dalla Regione Veneto, mentre doveva esserne incluso per l’impegno profuso nel momento di massima emergenza primaverile: coinvolti in prima linea per intubare i pazienti in crisi respiratoria direttamente nei vari reparti, insegnando ad altro personale il lavoro in urgenza, allestendo le nuove terapie intensive per il COVID-19».
«Quando ne siamo venuti a conoscenza nel mese di agosto, perché alcuni lavoratori si erano rivolti al gruppo aziendale della UIL FPL, abbiamo immediatamente scritto all’azienda chiedendo di incontrarci per risolvere la questione, come peraltro previsto nell’accordo stesso, ma nessun riscontro dal direttore generale. Nell’ultima assemblea il personale della Neurochirurgia TI 2B ha ribadito la convinzione di dovere essere inserito nell’accordo, di non accettare il silenzio dell’azienda, di voler ottenere giustizia; per questo motivo abbiamo proclamato lo stato di agitazione e martedì saremo innanzi al Prefetto di Verona per chiedere di destinare i 57mila euro di risorse residue dell’accordo alla modifica dello stesso per destinarli ai 63 infermieri che operano nel reparto».
«Per i lavoratori che sono, o a breve saranno nuovamente sottoposti allo stress dell’emergenza pandemica è una questione di giustizia – continua la nota stampa – e non meramente economica; chi ha atteso e non ha dato risposta ha generato ancora un conflitto che sarebbe stato possibile evitare in questo difficile momento».
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