Negrar, molestie al parco giochi: arrestato un 33enne

Nella prima mattinata di oggi i Carabinieri di Negrar di Valpolicella hanno sottoposto agli arresti domiciliari un trentatreenne di origini egiziane, ben inserito e domiciliato nello stesso comune della Valpolicella. L’accusa per l’uomo, E.A.M.A. le iniziali, sono molto pesanti: si tratta delle ipotesi di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori di età inferiore ai dieci anni.

Il provvedimento, emesso in tempi celerissimi dall’A.G. scaligera, fa riferimento ai fatti accaduti la sera della vigilia di ferragosto presso il parco giochi di una frazione di Negrar, quando i Carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese erano stati chiamati per quella che sembrava una banale lite fra frequentatori dell’area verde. Sul posto i militari avevano invece constatato una storia diversa: i genitori di alcuni bambini volevano avere spiegazioni da E.A.M.A. di alcuni atteggiamenti equivoci tenuti con i loro figli poco prima, ma l’uomo, vista la mala parata, si era allontanato velocemente rifugiandosi nella sua abitazione.

Poco prima, infatti, una donna che stava portando a spasso il cane aveva notato la figlia di un amica di famiglia a cavalcioni di un gioco a molla tipo “cavalluccio”, alle cui spalle abbracciato con lei vi era un adulto che la stessa non riconosceva essere uno dei familiari o degli amici dei genitori, il quale con troppa enfasi faceva dondolare l’installazione. Con una scusa la donna richiamava la bambina e cercava di capirne di più. La piccola spiegava che, mentre era sul manufatto, l’uomo saliva dietro di lei e l’aiutava a spingere il gioco, abbracciandola. Immediatamente, la donna avvertiva la madre della bambina che si faceva raccontare l’accaduto ed interpellava, insieme ai rispettivi genitori, anche altri bambini presenti ed abituali frequentatori del parchetto i quali confermavano, da alcuni giorni, la frequente presenza dell’uomo che cercava di accattivarsi le simpatie dei bambini offrendo loro caramelle. A questo punto, alcuni genitori avevano rintracciato lo straniero, ancora presente all’interno del parco, e gli avevano chiesto spiegazioni. Questo, però, aveva risposto di trovarsi lì solo per effettuare una telefonata godendosi il fresco della sera e si era allontanato subito dopo. Ai Carabinieri di Caprino Veronese che lo avevano rintracciato a casa, aveva raccontato la stessa versione.

A fronte del pronto intervento serale dei colleghi, i Carabinieri di Negrar di Valpolicella già dalla mattina di ferragosto hanno approfondito la questione, rintracciando i genitori di tutti i bambini abituali frequentatori del parco per assumere informazioni utili e ricostruire i fatti. Già il lunedì successivo, avendo appurato che E.A.M.A. stava frequentando il parco da alcuni giorni durante i quali si soffermava spesso ad osservare le bambine, cercava di accattivarsi la loro simpatia offrendo loro caramelle, le prendeva in braccio con scuse banali e, nell’ultimo caso, aveva cercato il pieno contatto fisico approfittando di un dondolo, i Carabinieri di Negrar di Valpolicella avevano inviato una richiesta di misura cautelare alla Procura della Repubblica di Verona, ritenendo che quegli atti avessero un inequivocabile movente sessuale ed evidenziando l’estrema pericolosità sociale rappresentata dall’uomo qualora lasciato libero di agire ancora. Le risultanze espresse nella nota informativa dei militari operanti sono state pienamente condivise dalla Procura che ha richiesto la misura restrittiva al G.I.P.

Il Dott. Gorra, in data 22 agosto, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per E.A.M.A., ritenendo elevato il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie di quello per cui si procede. All’alba di oggi, a sole due settimane dai fatti e materializzando quello spirito di tutela della collettività cui sono preposte le Stazioni dell’Arma, i Carabinieri di Negrar di Valpolicella hanno tratto in arresto E.A.M.A. sottoponendolo agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.