Movimento federalista europeo, sabato l’assemblea e le elezioni del direttivo

Movimento federalista europeo verona Giorgio Anselmi
Giorgio Anselmi

Si avvicinano le elezioni europee, che si terranno dal 23 al 26 maggio prossimi. Impegnato in prima linea sui temi dell’Europa unita, il Movimento federalista europeo di Verona annuncia l’appuntamento con l’assemblea ordinaria degli iscritti per sabato 26 gennaio.

Le prossime elezioni di fine maggio cadono in un periodo di forti tensioni interne all’Unione Europea, prima fra tutte la situazione del Regno Unito, impegno nelle complicate trattative per la “Brexit“.  Quattro mesi esatti separano le elezioni dall’assemblea ordinaria del Movimento federalista europeo di Verona, il quale avverte “i nemici dell’unificazione europea, interni ed esterni, non sono mai stati così forti e determinati. Noi dovremo fare tutto il possibile per sbugiardare questi venditori di illusioni, la cui pericolosità è rivelata proprio in questi giorni da quel che sta accadendo nel Regno Unito. Per questo proporremo una serie di importanti iniziative fino al 26 maggio ed anche oltre”.

Movimento federalista europeo verona assembleaL’assemblea del Mfe di Verona sarà questo sabato, 26 gennaio, dalle 15.30 alla Casa d’Europa, via Poloni 9 (zona Valverde). Dopo una relazione politica del segretario e una amministrativa del tesoriere, saranno presentati i candidati e si terranno le elezioni del direttivo, dei revisori e dei probiviri.

Proprio sul tema della Brexit è intervenuto l’attuale segretario del Mfe di Verona e presidente nazionale Mfe Giorgio Anselmi. “Aver affidato al popolo la scelta su un tema così complesso come la permanenza o meno del Regno Unito nell’Ue è stato un grave errore” secondo Anselmi. “Le conseguenze si sono già viste nei trenta mesi trascorsi dal voto: spaccatura dell’elettorato in due campi avversi quasi uguali, fratture insanabili all’interno dei due principali partiti, peggioramento delle condizioni economiche, prospettive future nere o nerissime. E – non dimentichiamolo – l’assassinio di una deputata in campagna elettorale: Jo Cox“.

Il peggio, però, deve ancora venire” avverte Anselmi. “Annichilito dalle lotte intestine, il Parlamento di Westminster ha rigettato a stragrande maggioranza l’accordo raggiunto faticosamente dal governo di Sua Maestà. Senza uno straccio di piano alternativo: non c’è una maggioranza né per rimanere nell’Ue né per uscirne ad ogni costo senza alcun paracadute”.

Le criticità inglesi, secondo Anselmi, devono essere inserite nel quadro generale di indefinitezza dell’organismo europeo. “Una serie infinita di compromessi ha finito, di trattato in trattato, per rendere l’Ue una costruzione indefinibile persino per gli esperti. Il nodo va tagliato costruendo un nucleo federale tra gli Stati disposti a
questa scelta irreversibile e lasciando gli altri in un cerchio più ampio e meno impegnativo, a cominciare dallo stesso Regno Unito”.

Il presidente del Movimento federalista europeo prende spunto dal caso britannico per evidenziare la situazione italiana. “C’è una seconda lezione da trarre dal caso inglese, questa volta per l’Italia. I padri costituenti hanno saggiamente previsto nella nostra Costituzione che i trattati internazionali non siano mai sottoposti al voto popolare, insieme ad altre materie parimenti delicate. Purtroppo anche nel nostro Paese non mancano politici irresponsabili che vorrebbero eliminare quelle sagge barriere o abbassare il quorum dei referendum ammissibili o infine istituire nuovi tipi di consultazione popolare, nell’illusione che si possano decidere tutte le questioni attraverso la democrazia diretta, magari facendo ricorso alle nuove tecnologie informatiche”.