Mose, stamattina le prove generali con il premier Conte

Conte ha chiarito che per il prossimo inverno i lavori vanno completati per salvaguardare Venezia.

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Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, dalla control room nell’isola artificiale del Lido, ha premuto il pulsante che stamattina ha dato il via alla prova generale di innalzamento delle paratoie del Mose. Per la prima volta tutto il sistema di 78 dighe mobili è entrato in funzione alle tre bocche di porto di Venezia.

La prima a sollevarsi completamente, alle 12.15, è stata la diga di Lido San Nicolò, con 20 paratoie, seguita un minuto dopo da quella di Lido Treporti, con 21 barriere, e Chioggia, con 18. Alle 12.25 si è concluso il sollevamento delle 19 dighe di Malamocco. Le 78 paratoie del Mose «oggi si sono alzate in 90 minuti, a regime si eleveranno in 30». Lo ha precisato uno dei progettisti della struttura di difesa dalle acque alte, sottolineando che in questo momento «i tempi sono lunghi perché l’impianto non è finito».

Un momento di caos c’è stato con la protesta del movimento ‘No Mose’ che, con le barche, hanno tentato di bloccare le imbarcazioni dei tecnici, senza successo.

«È giusto avere dubbi, è giusta la dialettica, ma dico a chi sta protestando, ai cittadini e intellettuali, concentriamoci sull’obiettivo di completare il Mose – ha detto Conte – Facciamo in modo che funzioni. Di fronte all’ultimo miglio la politica si assume le proprie responsabilità e decide che con un ulteriore sforzo finanziario si completa e si augura che funzioni».